giovedì 17 febbraio 2022

La danza selvaggia del TAP... Anzi del tip-tap...

 



 – Si torna a parlare del Tap (Trans Adriatic Pipeline), per sensibilizzare le popolazioni  sulla tutela e benessere dei territori interni interessati alla costruzione di un lunghissimo gasdotto che taglierà longitudinalmente in due l'Italia.  Un impianto che richiede zone di rispetto e pone grandi rischi lungo tutto il suo percorso, soprattutto nell'area del centro Italia... Il TAP fa parte del Corridoio sud e trasporta in Europa il gas estratto dal giacimento Shah Deniz, nella sezione azera del Mar Caspio. Da lì, via Adriatico, il gasdotto attracca in Puglia e pian piano risale lungo tutta la penisola, costeggiando gli appennini. 

Ovviamente attraversa anche Abruzzo, Marche e Umbria, e questo è motivo di preoccupazione anche perché la zona è interessata a ricorrenti scosse sismiche. Il m5s, che inizialmente si era dichiarato contrario alla costruzione di questo pericoloso progetto, una volta salito al governo si è subito adattato alle esigenze di “mercato”. Perché il M5S ha cambiato l’idea sul Tap? Questo gasdotto potrebbe davvero diventare l'alternativa al gas russo e risolvere il problema del caro bollette?


Intanto facciamo un po' di cronistoria:

Il progetto TAP è stato approvato durante il governo Monti ed il tracciato è iniziato sotto i governi Renzi e Gentiloni (Di Maio aveva promesso di chiuderlo in campagna elettorale, ora non lo può fare perché, dice lui, ci sarebbe da pagare la penale. Salvini invece è convinto di andare avanti… quindi in un modo o nell'altro Di Maio e Salvini fanno esattamente come Renzi e Gentiloni. Con una scusa o con l'altra il TAP va avanti… a vantaggio di chi?). Evidentemente  qualsiasi governo italiano non può esimersi dal sostenerlo poiché è un progetto obbligato, per ragioni geopolitiche superiori.

La persistenza del rischio sismico fa molto temere per i rischi al nostro territorio dell'avanzata del gasdotto Snam Rete Adriatica Brindisi-Minerbio (e proprio a Minerbio, sembra che il gas verrebbe stipato). Tutto il percorso TAP attraversa zone sismiche con condotte  del diametro di ben 120 cm, un’infrastruttura di quasi 700 km di lunghezza (collegata a sua volta al TAP dell'Azerbaigian), che sta attraversando tutte le aree a più elevato rischio terremoti dell’Italia centrale, compresi ben tre crateri sismici tra Umbria, Marche ed Abruzzo e la stessa Emilia, nonché le zone di alto pregio naturalistico dell’Appennino (considerando -inoltre- che a lato, come non bastasse, insiste il fracking delle trivelle nell'Adriatico). 

Queste opere servono esclusivamente al progetto di trasformare il nostro paese in un HUB DEL GAS, per l'import/export di metano, riservato al profitto del proponente. Sono scelte imposte dall’alto, non giustificate da finalità di pubblica utilità, perché il gas che attraverserà il metanodotto non serve al fabbisogno del Paese ma alle operazioni commerciali private della Snam sul mercato internazionale degli idrocarburi.

Con una vera e propria beffa, si scaricano i costi di un’infrastruttura inutile e dannosa sulle bollette di tutti gli italiani e tutti i rischi sulle comunità locali, che dovranno pagarne i pesanti effetti sul turismo, sull’agricoltura, su un’economia locale già messa gravemente in ginocchio.

La decisione di trasformare l'Italia in un HUB DEL GAS è stata presa senza alcun dibattito pubblico in un paese che è tra i più vulnerabili in Europa per il rischio sismico e quello idrogeologico.

Tra le tante sottovalutazioni non si tiene conto dell’immane disastro dell’Italia ridotta a hub del gas per l’Europa, della totale inutilità del TAP per il fabbisogno energetico italiano, del suo contributo alla catastrofe climatica  e dell’appena accennato pericolo che comporta la concentrazione del gas in arrivo dal Tap negli impianti di stoccaggio, reiniezione ed estrazione nella bassa padana a fortissimo rischio sismogenetico...

Paolo D'Arpini 






P.S. - Per fare il punto della situazione attuale, segnaliamo un'intervista di Sputnik a Gianluca Maggiore, portavoce del Comitato No Tap, che si batte contro la costruzione del gasdotto che dovrebbe portare in Italia il gas naturale proveniente dall’Azerbaijan: https://www.youtube.com/watch?v=w488kC8ujTo