mercoledì 30 novembre 2022

Treia non è più "il paese dei campanelli"?

 




Ho  letto il calendario degli spettacoli previsti nel Teatro Comunale di Treia  per la nuova  stagione 2022-2023 (*), La prima piéce menzionata è uno spettacolo sul Caravaggio con Marco Sciame, che si svolge il 4 dicembre 2022, sappiamo che la sera dell'8 dicembre è previsto un concerto della Banda di Treia ma nel calendario non è menzionato (forse una dimenticanza del cartellonista?), noto poi che gli ultimi spettacoli annunciati  per il  2023 risultano essere fissati al marzo, il 12 con "La storia del  Guerin Meschino" ed il 17 con "Volevo nascere scema" di Barbara Foria. Immagino che  seguiranno altre commedie ed eventi e mi auguro che non venga trascurata  una  serata con l'Operetta di Maria Teresa Nania...




A questo proposito ricordo che la sera del 30 novembre 2019, quando  andò in scena il  nostro spettacolo "Caba-Zen" (**),  ci siamo incrociati, fuori dal Teatro di Treia, con l'automezzo della Compagnia Italiana di Operette che doveva scaricare il materiale di scena per la stagione di quell'anno, tra cui la prima, si tenne il 13  dicembre 2019:  "Il Paese dei Campanelli" (***) 

La mattina del 1 dicembre  del 2019 io e Caterina  incontrammo  al baretto di Corradino  Maria Teresa Nania, la signora dell'Operetta (https://wsimag.com/it/spettacoli/53976-la-signora-delloperetta),  con cui  avevo già precedentemente scambiato qualche parola, incrociandola dietro le quinte del Caba-Zen, la quale  ci raccontò di essere la "capa" di questa compagnia molto antica. Lei fu molto cordiale, come si fa tra "artisti", dicendoci con rammarico che, per questioni di tempo, non aveva potuto assistere al nostro spettacolo. Ci sollecitò ad assistere al loro di spettacolo, ma avendo saputo che per noi non sarebbe stato possibile (per la nostra partenza prevista il 9 dicembre, subito dopo la Fierucola) ci  invitò ad assistere alle prove, che si sarebbero tenute, ad esempio, mercoledì 4 dicembre pomeriggio.

E così, incuriositi, il pomeriggio della data indicata, verso le 16, ci siamo recati in teatro. Fervevano i preparativi e dopo una mezz'oretta di attesa si sono spente le luci e si è aperto il sipario. 


Musica, voci squillanti e gravi, luci, colori avevano invaso la scena, creando un'atmosfera di sogno. Al termine del primo tempo, alla chiusura del sipario, io e Caterina ce ne stavamo andando e, per fortuna, incontrammo due persone dello staff, che ignoro chi fossero,  ed  uno  di loro (sarà stato il regista?)  ci disse che in questo mondo triste e scialbo, l'operetta è un momento di bellezza ed allegria. 

Proprio così, mi piacerebbe che per la stagione teatrale estiva  del 2023 il Teatro di Treia  inserisse una bella Operetta, magari la "Vedova allegra", che ci starebbe bene con i tempi che corrono... 

Paolo D'Arpini

    Teatro di Treia -  Con Caterina alle prove dell'operetta


(***) Recensione: "La Compagnia Italiana di Operette,  si è esibita al Teatro di Treia il giorno 13 dicembre 2019, data in cui verrà portato in scena lo spassosissimo “Il Paese dei Campanelli” di Carlo Lombardo. Ambientato su un’immaginaria isola olandese, “Il Paese dei Campanelli” è un luogo in cui ogni casa ha un piccolo campanello, che suona se una moglie tradisce il marito, svelando a tutti l’accaduto. La tranquillità del paese viene spezzata dall’attracco di una nave militare inglese; tra incroci di coppie ed equivoci, i campanelli iniziano a suonare!..." (Vivere Macerata)


(*) - Calendario teatrale: Tutto il cartellone della stagione teatrale treiese: si comincia con uno spettacolo gratuito | Associazione culturale La Rucola

(**) Caba-Zen - https://treiacomunitaideale.blogspot.com/2019/11/treia-caba-zen-30-novembre-2019.html?m=0

venerdì 25 novembre 2022

La Fierucola delle eccellenze bioregionali ritorna al Centro Storico di Treia

 


Fierucola: Edizione del 2019


Quello dell'8 dicembre è ormai diventato un appuntamento importante per la promozione della capacità produttiva locale. La Fierucola delle Eccellenze Bioregionali di Treia, è una manifestazione  che nel  2022 si ripresenta al pubblico, rinforzata e determinata,  dopo due anni di interruzione (per cause indipendenti dalla nostra volontà).   

La Fierucola  è una sorta di esposizione campionaria dell'inventiva treiese e del territorio bioregionale circostante. Un appuntamento importante per la promozione dell'economia ecologica  sostenibile.

La Fierucola è una manifestazione nata  nel 2015 per iniziativa del Comitato Treia Comunità Ideale e che quest'anno viene organizzata dall'APS "Auser Treia", in collaborazione con diverse associazioni locali e con il patrocinio morale del Comune di Treia. 

La prima edizione si tenne   al Mercato Coperto del centro storico di Treia e torna  quest’anno nella stessa ubicazione dalla quale è partita, allargandosi anche ai locali dell'Ex Trea, nelle adiacenze di Piazza della Repubblica.  

In queste  due collocazioni, e zone limitrofe,   troverete molti esempi di  produzione bioregionale, a partire da quelli agricoli e trasformati, sino alle produzioni artigianali di vario genere, lavorazione del legno, del cuoio, della stoffa, della ceramica, del ferro, di manufatti artistici ed anche libri, quadri, foto storiche, ecc…

Lo scopo della Fierucola è quello di rinsaldare i rapporti sociali, promuovendo il lavoro creativo  ed incentivando il senso della collaborazione e solidarietà comunitaria. Non mancheranno momenti ludici, con accompagnamento di musiche tradizionali popolari, performances poetiche, ed  incontri di carattere culturale ed altro ancora…

La Fierucola sarà aperta al pubblico dalle ore 10 sino alle 19. 

Info: Tel. 0733/216293 - Cell. 333.6023090.  



Il programma generale e la lista degli espositori  qui:  https://auser-treia.blogspot.com/2022/11/fierucola-delle-eccellenze-bioregionali.html




domenica 13 novembre 2022

Marche. Rischi idrogeologici non adeguatamente considerati...

 


Gli amministratori dei comuni, delle provincie e della Regione Marche, di ogni colore politico, che hanno avuto responsabilità in materia urbanistica e sulla gestione del rischio idrogeologico, non vengono nemmeno menzionati in seguito ai disastri ambientali! (Forse perché sono gli stessi che si prodigano per continuare a finanziare le stazioni sciistiche o le trivelle a mare?) Un’altra falsità è sostenere che basta togliere alberi e ghiaia dai fiumi per risolvere il problema. Gli ambientalisti non sono mai stati contrari ad opere di mitigazione del rischio idraulico quando non trasformano i fiumi in canali, e nemmeno alla rimozione di tronchi in alveo o sotto le arcate dei ponti.

Per ridurre, e non annullare (perché ormai abbiamo superato il punto di non ritorno), gli effetti degli eventi eccezionali causati dal cambiamento climatico serve ben altro: servono estese “aree di laminazione”bisogna fermare la cementificazione del territorio e lo sfruttamento indiscriminato di cave di ghiaia, occorre piantare alberi e siepi e non tagliare centinaia di ettari di bosco con la pratica della ceduazione, serve un’agricoltura che non lasci scoperte larghe superfici di suolo e che non lo impoverisca dell’humus necessario a mantenerlo assorbente e stabile. Quanto alle piste da sci, le immagini che abbiamo del versante del Monte Acuto del Catria interessato dai lavori di ampliamento e di esbosco dimostrano chiaramente la forte erosione subita dalle stesse, con la creazione di profondi fossati, accumuli di ghiaia e dilavamento della superficie.

Non si può escludere che il ristorante il Mandrale sia stato sepolto proprio dalla massa acqua, ghiaia e fango che è scesa dalle piste Belvedere, Travarco, Le Gorghe e Cotaline. L’eradicazione di circa 9 ettari di faggeta e l’assenza di inerbimento delle superfici scoperte, uniti alla forte acclività, hanno sicuramente amplificato il fenomeno meteorico.
Relativamente al lago artificiale che dovrebbe essere realizzato a 1450 m. slm. vorremmo sapere come pensano di riempirlo, se in inverno l’acqua verrà utilizzata per la neve artificiale e d’estate le fonti si seccano (ricordiamoci delle autobotti di questa estate per abbeverare gli animali al pascolo!).

Anche il famoso lago di Pilato sui Sibillini, che è in una grande conca naturale a 1950 m. slm. dove di solito nevica parecchio, si è prosciugato ed è tutt’ora a secco. Gli ambientalisti non vogliono “riserve indiane” ma una montagna che conservi bellezza e attrattività anche negli anni a venire, per offrire svago, lavoro e benessere anche alle future generazioni, e che non sia violentata dalle speculazioni e dagli interessi economici di poche persone con la complicità di amministratori compiacenti.