mercoledì 4 ottobre 2023

Treia - Reportage politico, con "intelligence"...

 

Treia. Palazzo Comunale ripulito dalle impalcature per un nuovo "set" cinematografico


A Treia altra puntata surreale della telenovela social in progress.  Siamo in  piena atmosfera pre-elettorale ed in attesa del nuovo "ciak si gira"  nel borgo più bello d'Italia. Nella primavera del 2024 si vota per il nuovo sindaco e per una nuova amministrazione, ma sotto sotto  si sente la spinta della continuità della solita vecchia amministrazione, che  sembra aver  fagocitato ogni alternativa...  

Eppure  sento che  "qualcosa di nuovo anzi d'antico" (G. Pascoli)  dietro le quinte ancora si muove, ed un cospiratore mi sussurra  "adesso che non c'è nessuno posso chiedertelo, è vero che l'associazione tal dei tali si è buttata con la lista di  tal altro...?"

"Ma no, ognuno tasta il terreno a modo suo con circospezione, si cerca di parlare con tutti per capire chi potrebbe essere in sintonia, ma nessuna scelta è stata fatta...."

Evidentemente la politica amministrativa ancora un po'  tira nel paese dove "nella piazza non c'è nessuno",  salvo che non sia la sagra della birra od altro. Magar la birra, visto anche l'avvicinarsi di Halloween,  in questo momento è la cosa che interessa di più, tutto il resto passa in secondo piano.

Ricordo che quando arrivai a Treia nel 2009  ebbi l'impressione che qui la politica non interessasse nessuno, una cosa vaga e lontana. Adesso invece ho capito che a Treia si lavora sotto traccia, non si sa mai, meglio far finta di niente finché non si profila una vittoria certa (o perlomeno probabile) di una nuova o di una vecchia maggioranza. Ma quest'anno pare che il fermento -non quello della birra ma quello elettorale-  sia più effervescente, non come l'acqua frizzante della Casa dell'Acqua che è sempre più sciapita. Quest'anno sento nell'aria  un forte risveglio di interesse per la cosa pubblica.

Le ipotesi di liste e di gruppi alternativi  appaiono e scompaiono, nel giro di pochi giorni si formano alleanze e si sfaldano, candidati sindaci si mostrano e poi si ritirano, insomma è "teatrino"... allo stesso tempo è "vita sociale" e desiderio di partecipazione.

Anch'io sono stato contagiato e -oltre a pensare ad un programma  ecologista e socialmente sano che, come feci in passato, prima o poi  vi sottoporrò- vado in giro a sentire l'aria che tira  e di tanto in tanto vado ad impicciarmi (a fare intelligence) sui programmi di vari gruppi e possibili  liste. Ma non si "vive di solo pane", diceva un tale, bisogna anche capire la "morale" che sta dietro ai programmi. Cercare di intuire se sotto le vesti pulite di certe persone per bene non ci siano corna e zoccoli nascosti...

Poi ci sono i "disfattisti" quelli che -sempre  nella piazza in cui non c'è nessuno o al baretto di turno-  spettegolano:  “è solo  un inguacchio di botte e  risposte di convenienza, fingono di litigare e poi mangiano assieme… ma chi li vota più questi…? Tutti fintoni..”

E qui son  costretto a  intervenire spiegando: “Guarda che l’astensionismo avvantaggia solo chi sta già al potere, anche se a votare ci vanno solo poche persone… quelle poche decidono chi andrà al governo… come è successo alle ultime comunali in cui hanno votato la metà degli aventi diritto... eleggendo quindi una amministrazione di "minoranza".

E così mi  espongo apertamente contro chi  inneggia all’astensione come metodo di “punizione politica”. Le critiche al sistema sono sacrosante e  smuovono qualcosa nelle mie budella… lo sdegno è viscerale! Eppure -dato il metodo pseudodemocratico corrente-  osservo che l’astensionismo non paga… anzi privilegia il potere consolidato. Questa democrazia prevede che la maggioranza dei votanti elegga chi va al governo, non dice quanti debbono essere i votanti…

Per superare il problema io consiglio di andare a votare per la lista che dimostra maggiore capacità di indipendenza nel gioco delle “controparti”. Chi stando ancora fuori da questo meccanismo promette di “vigilare e contrastare le ingiustizie  del potere” merita il nostro voto…  Insomma -secondo me- non importa se una lista vince le elezioni, l’importante è non vanificare la possibilità  rimasta in nostre mani di poter condizionare il gioco delle finte opposizioni, delle finte alternative, o delle solite maggioranze.

Comunque eccomi qui, c'è un bel sole alto nel cielo, oggi  4 ottobre  2023, giornata di San Francesco.

Paolo D’Arpini



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