domenica 28 ottobre 2018

La "guerra" di Treia continua. Ultime notizie dal fronte: "Il Vice-prefetto Salvatore Angieri è il nuoco commissario in attesa delle elezioni amministrative di maggio 2019"


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Disegno di Domenico Fratini

La "guerra" di Treia continua. Ultime notizie dal fronte.

La Vice-sindaco Edi Castellani -incontrata casualmente il 27 ottobre 2018 per strada- ha informato lo scrivente che "...dalla Prefettura di Macerata è appena giunto l'avviso di sua sospensione dalla carica, in seguito alle dimissioni in massa dei consiglieri di maggioranza, suoi ex colleghi". Di conseguenza si attende l'arrivo del Commissario Prefettizio, nella figura del Vice-prefetto Salvatore Angieri, al quale auguriamo "Buon Lavoro"!

Il 28 ottobre 2018, dalla rassegna stampa dei giornali cartacei risulta che il recente Comunicato del PD, a firma Enzo Catani (vedi in calce), è stato ripreso in colonnina sia da Il Corriere Adriatico che da Il Resto del Carlino. Purtroppo non ho potuto fotografarli per assenza di persone munite di telefonini nei paraggi. Nelle colonnine si fa anche riferimento alle ultime dichiarazioni di Franco Capponi in replica a quelle di Edi Castellani (vedi link sottostanti).

Nel frattempo nella comunità treiese si fa sempre più sanguinolenta la piaga istituzionale, politica ed amministrativa in seguito alla spaccatura che si è venuta a creare nella maggioranza. Difficile posizionarsi poiché i pro ed i contro dei contendenti presentano entrambi valide ragioni. Rilevo che quel che sta avvenendo in questi giorni assomiglia molto a quanto avvenne nell'ultima fase della passata amministrazione Santalucia, anch'essa decaduta per sue dimissioni, legati a motivi economici (aumento delle tasse). Ed anche stavolta il medesimo spinoso cavillo finanziario sembra dividere i due ex pard Capponi e Castellani, ovvero le spese relative al nuovo polo scolastico e al rifacimento della casa del custode di Villa La Quiete.
Purtroppo di "quiete" ce n'è rimasta poca a Treia!

Nella piazza, nei vicoli, nei crocicchi, nei baretti, negli uffici, nei saloon dei barbieri, sull'uscio delle case, ed anche dentro le case, la discussione si fa rovente, siamo alla "guerra civile"...

Paolo D'Arpini


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Articoli di cronaca:




Nota stampa del Circolo PD di Treia:

Il circolo treiese del Partito Democratico, in merito agli avvenimenti politici che hanno determinato le improvvise dimissioni dell’intera Giunta di Treia, capeggiata prima dal sindaco Capponi e poi dal vicesindaco ed assessore Edi Castellani, ed in attesa che le parti chiariscano ai cittadini ed elettori treiesi le vere cause che hanno determinato questo “terremoto”politico-amministrativo, osserva quanto segue:
- Prende atto del forte deterioramento del clima politico-amministrativo che, dopo la sospensione del sindaco, ha condotto la compagine amministrativa alle dimissioni volontarie per la palese incapacità di gestire e portare a compimento il programma della Giunta Capponi;
- Ribadisce la fondamentale importanza dei due temi – il progetto del Polo scolastico ed il recupero architettonico e culturale di Villa La Quiete – sui quali anche il PD locale ha preso apertamente posizione nella fase di consultazioni pubbliche;
- Ritiene non chiare e convincenti le motivazioni ufficialmente date agli organi di stampa sulle vere cause delle dimissioni della Giunta treiese;
-Esprime tutta la sua preoccupazione per la caduta dell’Amministrazione comunale, ormai ad un passo dalla fine-mandato, mentre urgono atti concreti per la ricostruzione postsisma ammontante ad oltre 15 milioni di euro;
- Si dichiara disponibile ad aprire una serie di consultazioni tra le forze democratiche, al fine di favorire un punto di incontro ed aggregazione che a breve porti alla formulazione di un nuovo programma amministrativo ed alla formazione di una stabile alleanza di governo per la città.
Treia 26 ottobre 2018
Il segretario Enzo Catani
Il Circolo treiese del PD

giovedì 25 ottobre 2018

Treia, 25 ottobre 2018 - Il pateracchio è fatto...


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Foto dell'insediamento dell'amministrazione, ora dimissionaria

Tanto tuonò che piovve, si dice. Ma oggi, 25 ottobre 2018, in città splende il sole e la temperatura è mite. …. Eppure da voci di corridoio si apprende che ormai in Comune il pateracchio è fatto. Treia sarà commissariata.

Da alcune fonti sorgive, interne alla maggioranza consigliare fedele a Franco Capponi, apprendiamo che la separazione di fatto è avvenuta. Manca solo la conferma delle carte bollate ma ciò che era stato ventilato da più parti in questi ultimi giorni ha assunto una forma definitiva.

Causa della lite insanabile è la posizione presa, in merito ad alcuni progetti precedentemente approvati (ubicazione plesso scolastico, Villa Spada, etc.), dalla vicesindaco Edi Castellani,  facente funzioni di sindaco (in seguito alla decadenza di Franco Capponi per alcuni fatti trascorsi che qui non menzioniamo). La posizione assunta dalla Castellani -dicevamo- non è piaciuta ai membri della maggioranza, i quali dopo un chiarimento ("notturno" - scrive il Corriere Adriatico) hanno definitivamente sfiduciata la vice-sindaco.

Quel che ci aspetta ora è rebus. Mala tempora currunt, con un commissario in carica e l'incombente tenzone all'ultimo sanguine per la conquista degli scranni alle elezioni amministrative di maggio 2019.

Stavolta il rinnovo del Consiglio Comunale e la nomina del nuovo Sindaco non è per nulla pronosticabile. Le liste in competizione potrebbero essere variegate. Ad esempio, cosa farà la Castellani? Cosa farà il Mozzoni? Cosa Farà la Cammertoni? Cosa farà il Capponi (o chi per lui)? Ed anche -non dimentichiamolo- cosa farà il Circolo locale del PD che alle ultime elezioni politiche del 4 marzo ancora contava su un portafoglio elettorale di 900 voti?

Faceva dire Jean Tardieu all'ispettore Dupont nel suo "C'era folla al castello", un psicodramma comico: "Il mistero s'infittisce la trama s'ingarbuglia"....

Paolo D'Arpini


Treia. Edi Castellani e Paolo D'Arpini, in tempi migliori

domenica 21 ottobre 2018

Treia sarà la prima "isola somarabile" d'Italia?


Asino tuttofare
...la proposta dell’isola somarabile era stata da me  avanzata, a suo tempo,  a vari sindaci di Roma, prima a  Rutelli, poi ad Alemanno ed infine a Marino (con la Raggi non ci parlo)... Poiché presupponevo che il centro storico potesse tornare alle origini, con le vie trasformate in giardini percorribili esclusivamente da pedoni, asini e cavalli. Infatti se Roma avesse al suo interno “un polmone verde” non ci sarebbe più bisogno per i romani di andare in giro in macchina per campagne a cercare un po’ di natura, basterebbe  restare in centro città.
Questa è una proposta bioregionale che mi sta molto a cuore e che avanzo da parecchi anni. Ritengo che se adeguatamente protetti, curati e foraggiati, i cavalli e gli asini a Roma ci potrebbero anche stare. Fanno parte della tradizione e inoltre con la crisi del petrolio, l’inquinamento automobilistico, etc. potrebbero fornire un’alternativa ecologica per il trasporto urbano (essendo l’altra alternativa la bicicletta ed il risciò a pedali o triciclo). Il cavallo ed il somaro da tempo immemorabile sono compagni dell’uomo, allontanare questi equini, come è successo per altri animali, dalla comunità umana non è certo una buona idea. Ritengo però che le carrozzelle andrebbero alleggerite al massimo, facendo in modo che l’animale non si affatichi, trasportando un massimo di due passeggeri. 
Questo potrebbe essere un buon approccio iniziale per ecologizzare e rendere percorribile la parte centrale della città eterna riservandola solo a pedoni, persone munite di pattini a rotelle, cavalli, asini, etc.. Il traffico  automobilistico dovrebbe essere relegato alle aree periferiche, in modo così da alleggerire il tasso d’inquinamento ed inoltre creare nel cuore della città professioni alternative e fantasiose (artigiani, artisti, contadini urbani, etc.).
Ma sull'ordinamento veicolare urbano di Roma non son  potuto intervenire. Ci proverò dunque a Treia, ove attualmente  risiedo, che è tra l’altro un bellissimo borgo medioevale, ma pure qui  prevale la mentalità dell’uso di vie e piazze come parcheggi e percorsi automobilistici. Per fortuna il traffico è più che altro locale ma sicuramente il paese ci guadagnerebbe a ritrovare la sua vecchia immagine pulita e fiorita senza mezzi meccanici che la impuzzolentiscono e rendono le sue stradine pericolose per il transito pedonale.  Infatti spesso  mi capita di dovermi  scansare al passaggio di  scoppiettanti auto e moto in corsa, che non rispettano nemmeno i limiti di velocità e non tengono conto della strettezza delle vie del centro.
Chissà se la futura amministrazione treiese, che sortirà dalle elezioni di primavera 2019, vorrà sposare la proposta di trasformare Treia in “isola somarabile”?
Paolo D’Arpini


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Nota d'agenzia collegata: 

Archivio – Politica: Roma, 2 dic. 1997.- (Adnkronos)- ”Nel momento in cui 165 paesi sono riuniti a Kyoto, in Giappone, per adottare misure atte a tutelare le popolazioni dall’inquinamento -che ”ha modificato il clima della terra e mette sempre più in pericolo la vita del genere umano”- occorre che il nostro Paese adotti misure esemplari. E, in attesa di misure governative, dovrebbero dare il buon esempio le regioni e gli enti locali. In particolare, nella nuova politica dell’ambiente i sindaci delle città italiane dovrebbero assumere iniziative, coraggiose quanto esemplari”.

Lo sostiene il Gruppo per l’Attuazione del Bioregionalismo, riunitosi oggi a Roma, con il coordinamento di Paolo D’Arpini, Presidente del Circolo Vegetariano VV.TT.. Il Bioregionalismo ha due obiettivi: recuperare e tutelare al massimo l’ambiente naturale; ridisegnare nuovi confini delle regioni, tenendo finalmente conto delle loro caratteristiche etniche, ambientali, linguistiche, sociali e produttive. Il tutto in una visione della Stato che ”invece di amministrare se stesso, attraverso la sola tutela della burocrazia, (tra le più arretrate del mondo), si occupi finalmente e seriamente dei grandi problemi nazionali e della tutela dei cittadini”
Il Gruppo ha rivolto un invito esplicito ai Sindaci della grandi città, a cominciare dal Sindaco di Roma, Francesco Rutelli che nel suo secondo mandato ”dovrebbe portare a soluzione il problema ‘psicofisico’ della circolazione -che ha raggiunto livelli intollerabili di congestione- e quindi dell’inquinamento, realizzando un efficiente servizio di trasporti pubblici nell’intera area metropolitana. Il caos attuale, malgrado le prime rilevanti misure adottate, mette continuamente in pericolo la salute dei cittadini e riduce di fatto del 50 per cento le funzioni sociali, culturali e produttive della capitale nonché le attività extra-territoriali che implicano la presenza a Roma”

Calcata. Asini di fronte alla sede del Circolo Vegetariano VV.TT. 

venerdì 19 ottobre 2018

Treia. Il valore della memoria...


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La consuetudine di festeggiare il giorno dedicato alla immacolata concezione di  Maria, nell’imminenza dell’avvento natalizio, con una manifestazione culturale dedicata all’agricoltura, alla cultura tradizionale, all’arte ed alla capacità manuale, etc.,  a Treia è cominciata l’8 dicembre 2010, con un evento tenuto nella Sala Consiliare del Comune, alla presenza dell’allora sindaco Luigi Santalucia. L’occasione fu la presentazione ufficiale del libro “La Figlia del Sarto” di Lucilla Pavoni, con diverse foto storiche dell’archivio del nostro Nazareno Crispiani. 
Per restare in tema di “memoria” riporto  lo stralcio di un discorso tenuto l’8 dicembre 2013 al Circolo  VV.TT., fra i presenti anche il professor Alberto Meriggi (http://www.circolovegetarianocalcata.it/2013/11/22/treia-il-seme-e-la-memoria-introduzione-di-alberto-meriggi-al-discorso-dell8-dicembre-2013/)
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"In un certo senso la memoria viene prima del fatto compiuto ma è presente anche nella sua manifestazione, questo a dimostrazione che essa è, in fieri, il motore di ogni avvenimento. La memoria è la madre. Senza memoria non esiste un evento futuro. La cosa è facilmente dimostrabile osservando che ogni azione avviene attraverso la rimodulazione delle pulsioni energetiche che ne sono la causa e tale rimodulazione non è altro che un ricollocarsi degli aspetti funzionali stipati nella memoria. E’ in seguito a queste varianti, forse dettate dal caso forse causate da una volontà “superiore”, che l’evoluzione è resa possibile. La potenzialità intrinseca memorizzata, rappresentata dalla capacità espressiva contenuta nel seme, comprende anche le varianti di adattabilità a diverse condizioni ambientali, che prendono forma in risposta conseguenziale. Il seme è memoria, come lo è la sua espressione nel vissuto."
Paolo D’Arpini
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mercoledì 17 ottobre 2018

Treia. Torbide promesse autunnali... "Co' sta pioggia e co' sto vento chi è che bussa a sto convento?"


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Anche a Treia negli ultimi anni gli inverni sono risultati in media sempre più freddi. Non è solo una mia impressione dovuta all'età.  Può sembrare strano ma, a detta di alcuni scienziati, gli inverni rigorosi che si succedono in Europa da 10 anni sono legati in gran parte al riscaldamento climatico.  Agli scettici in materia alcuni scienziati rispondono che le ondate di freddo corrispondono a un raffreddamento temporaneo in seno al riscaldamento globale, anche se un nuovo studio si spinge ancora più in là... 

Colpevole sarebbe lo scioglimento della calotta glaciale artica. Il riscaldamento, due o tre volte superiore alla media, ha portato alla sua costante riduzione  negli ultimi 30 anni e potrebbe anche portare alla sua totale scomparsa nei mesi estivi, da qui alla fine del secolo. 

I raggi del sole, che non vengono più respinti dal ghiaccio, riscaldano un po' di più la superficie terrestre in questa posizione. ''Facciamo conto che l'oceano sia a zero gradi '' spiega Stefan Rahmstorf, specialista del clima dell'istituto tedesco Potsdam. ''E' così tanto più caldo rispetto all'aria in questa zona polare in inverno. C'e' allora un importante flusso caldo che risale verso l'atmosfera, che non si verifica quando è tutto ricoperto di ghiaccio. E' un cambiamento enorme''. 

Il risultato è un sistema di alte pressioni che spinge l'aria polare, in senso antiorario, verso l'Europa. Queste anomalie potrebbero triplicare la probabilità di avere inverni estremi in Europa e nel nord dell'Asia.

Perciò finché il freddo non si fa troppo intenso controlliamo quanti maglioni abbiamo nell'armadio. Infatti il modo migliore per combattere il freddo è quello di vestirsi a  "cipolla". 

Buona sorte a tutti!


Paolo D'Arpini 






sabato 13 ottobre 2018

Treia. La nuova (vecchia) Arena per il gioco del pallone col bracciale e la viabilità


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Negli ultimi  anni qui a Treia sono state rinverdite le glorie trascorse del gioco del pallone col bracciale. Parecchi eventi e manifestazioni si sono succedute in città,  quest'anno in modo particolare anche per la concomitanza del bicentenario della fondazione dell'Arena dedicata a Carlo Didimi. 

Per diversi mesi di fila l'Arena ha rivissuto gli antichi fasti e parecchie partite vi sono state disputate, non solo per gli allenamenti in funzione della Disfida del Bracciale o per le gare di qualificazione ufficiale, ma anche per i campionati italiani, etc. Inoltre  vi si sono svolte diverse  competizioni di tamburello ed altri giochi con la palla. Sembra quindi che l'Arena Carlo Didimi sia ormai pronta ad essere ufficialmente ripristinata  a quel che un tempo era, ovvero un luogo esclusivamente preposto a giochi  e spettacoli all'aperto. 

Sono molto contento che Treia si sia qualificata  come capofila per il ritorno dei tradizionali giochi italici del pallone e che le nostre tradizioni siano state rivalutate. Forse si potrebbe a questo punto restituire stabilmente  la funzione originaria dello spiazzo,  ora adibito  anche  a parcheggio. In che modo? Chiudendolo al traffico veicolare  e circondandolo di gradinate in muratura come si presentava un tempo e magari anche meglio.

Per risolvere i problemi di transito e parcheggio sarà sufficiente rendere agibile la spianata sottostante l'attracco meccanizzato e ampliare di  poco la strada in ghiaino sottostante le mura,  che va verso Porta Vallesacco. 

Certo questa non è una cosa da potersi realizzare in tempi brevi ma può essere presa in considerazione dall'Amministrazione che sortirà dalle prossime elezioni municipali di maggio 2019. E questo vuole essere un invito!

Paolo D'Arpini




mercoledì 10 ottobre 2018

La rivoluzione contro i foglietti di carta colorata inizia da Treia

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Mentre  faccio colazione al solito baretto di Treia prendo  spunto da un articolo letto su un giornale  "serio", che parla della terza estinzione di massa sul pianeta. Lo studio ha anche riscontrato che ben 477 diverse specie di vertebrati sono scomparse dal 1900, una  statistica da capogiro perché ci  vogliono di solito tra 800 e 10.000 anni per  molte specie a scomparire.
Ditemi voi se possiamo comparare lo spread, le banche e  l’alta finanza a quella pioggia di asteroidi impazziti che hanno spazzato via Tyrannosaurus rex e compagni oltre 65 milioni di anni fa. Dal punto di vista “umano” il quadro è  ridicolo, questo tipo di olocausto planetario che stiamo vivendo è causato da una pioggia di coriandoli colorati, chiamati “denaro”.

Non una Terra Viva, abitata da esseri vivi, ma una montagna di “prodotti” e di “consumatori” e di “gestori del consumo”, e di detentori di bombe atomiche che minacciano chiunque osi obiettare qualcosa sul funzionamento globale. Il valore è dei pezzi di carta colorata con su scritto “vale…” e non più della vita nella sua meravigliosa interezza.
Vale la pena tenere in piedi una struttura di potere basata sui pezzi di carta? Questo mi chiedevo al baretto di Treia dopo aver divorato la mia sfogliatina e sorseggiato il mio cappuccino bollente, mentre leggevo a balzelloni le bugie dei main-stream media.
Forse, ho pensato, questa sfogliatina e questo cappuccino non me li merito veramente.
Così quando sono andato al bancone per pagare ho esclamato ad alta voce, porgendo alla barista il mio fogliettino rosa: “verrà un giorno in cui si dirà: a quel tempo erano talmente folli che fornivano le colazioni in cambio di un foglietto di carta…”. Lei ha capito subito ma ha ribattuto: “Sì, ma noi non ci saremo…”. Ed io di rimando: “Vero, ma ora almeno l’abbiamo detto…”, come dire che abbiamo posto una “causa”.
Paolo D’Arpini

lunedì 8 ottobre 2018

Treia: storia di vita bioregionale - Recensione


Dalla quarta di copertina:

In questo libro racconto alcune storielle minute di eventi vissuti a Treia, da quando mi sono qui trasferito nel 2010. Le osservazioni di questo mio vivere sono per me significative anche perché rappresentano la fase finale della mia esistenza. Avendo già raggiunto un’età in cui solitamente un uomo si definisce anziano... 
Osho disse: “Se stai invecchiando, ricorda che la vecchiaia è il culmine della vita. Ricorda che la vecchiaia può essere l’esperienza più bella. Il vecchio si trova nello stesso stato di quiete dopo una tempesta, quando prevale il silenzio. Quel silenzio può avere una bellezza immensa, una profondità e una ricchezza incredibili. Se il vecchio è realmente maturo, allora diventa bello. Cresci, matura interiormente, diventa più attento e consapevole. La vecchiaia è l’ultima opportunità che ti viene concessa”. 
Ovviamente sono d’accordo con lui e mi godo questa esperienza con grande calore e soddisfazione, anche perché ho avuto la fortuna di trovare, proprio in tarda età, una compagna adatta al mio percorso: Caterina Regazzi. È stata lei, tra l’altro, a “rapirmi” da Calcata ed a condurmi a Treia, dove ora abito nella sua bella casa nel centro storico. Così, per riconoscenza verso Treia, il luogo che mi ha accolto, ho pensato di scrivere questi racconti bioregionali. 
Invito tutti gli amici vecchi e nuovi a leggere le storie qui contenute affrontando un’avventura meravigliosa da condividere e da ri-raccontare….

Paolo D'Arpini 



Il libro è  in lettura presso la sede Auser Treia, in via Lanzi 18/20, nei seguenti giorni e negli orari di apertura:
Ogni martedì, giovedì e sabato: dalle ore 9.00 alle 11.30
Info: 0733/216293

lunedì 1 ottobre 2018

Treia, 2 ottobre 2018 – Giornata mondiale della Nonviolenza


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La non-violenza è un valore che fa parte delle tradizioni etiche di alcune religioni, come si riscontra nel Buddismo, Induismo e nel pacifismo cristiano.
Comunque ha raggiunto una tale statura da essere considerato un valore cui aspirare, oltre ad essere divenuto un principio da seguire ed adottare contro la violenza della guerra.
Il miglior maestro della nonviolenza dei tempi moderni è stato Gandhi. Egli è anche considerato dalla maggior parte degli Indiani il fondatore della loro Patria, e da tanti altri come il maggior esponente di questa pratica al punto da essere anche ritenuto una sorta di santo.
Infatti ha sperimentato l’uso della resistenza passiva e della nonviolenza sia come approccio filosofico e spirituale alla vita di tutti i giorni, sia come tecnica da seguire per raggiungere un vero cambiamento politico e sociale.
Gandhi era conosciuto come “ Mahatma”, ovvero Grande Anima, per il suo coraggio, per la sua semplicità, e per lo straordinario impatto che i suoi insegnamenti avevano su tutti, e per l’esempio di vita che ha saputo dare.
Il 2 ottobre ricorre la Giornata Internazionale della Nonviolenza e della nascita di Gandhi.
Pertanto anche noi  - come ormai avviene da diversi anni – celebreremo questa giornata. Lo faremo nel modo più semplice, in sintonia con quanto insegnato e praticato dallo stesso Gandhi, nel suo ashram, le cui attività di sussistenza erano basate sull’agricoltura e sull’artigianato rurale.
Il 2 ottobre 2018,  verso le h. 19, ci recheremo davanti alla lapide/monumento dei caduti di guerra, nel centro storico di Treia, in mesto raccoglimento e meditazione.
Paolo D'Arpini
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Chi volesse partecipare alla cerimonia può telefonare allo 0733/216293