giovedì 24 gennaio 2019

Un treno per le Marche ed un treno per Roma - Avanti con la ferrovia dei due mari



Il territorio appenninico delle regioni Lazio e Marche da tempo soffre di gravi carenze infrastrutturali ed economiche aggravatesi con i recenti eventi sismici. Lo spopolamento di questi territori, è ormai una realtà che si protrae dagli anni '60, con l'emigrazione di massa verso la costa e le città più industrializzate.
Nel post-terremoto è ancor più chiaro il profilo di un territorio meraviglioso ma fragilissimo ed è evidente la necessità di nuove riflessioni, proposte ed idee che possano andare in parallelo alle risposte più immediate tipiche della fase emergenziale.
Non possiamo farci mancare una prospettiva ed una progettualità a lungo termine per non perdere di vista l'obiettivo: far rivivere questi luoghi.
Quali motivazioni possiamo quindi dare alle persone fuggite, o alle nuove generazioni per ritornare nei borghi colpiti dal sisma? Eppure, Acquasanta Terme, Arquata del Tronto, Accumoli ed Antrodoco non sono mai stati paesi così sperduti: tutti si collocano lungo ad un'arteria stradale, tra le più antichissime, la Via Salaria, un passaggio obbligato per poter raggiungere la Capitale e la costa orientale.
Nonostante ciò, hanno sopportato fino ad oggi un costante declino, frutto di politiche nazionali che non hanno mai creduto nella montagna e in tutte le floride realtà che la costellano.
Ecco una delle possibili motivazioni di cui sopra:
un treno per Roma ed un treno per l'Adriatico. Ripartire, riavvicinandosi.
La parola d'ordine è dunque: rompere l'isolamento al quale sono stati relegati il reatino e l'entroterra ascolano nel rispetto delle loro bellezze paesaggistiche, naturali, storico ed artistiche.
Come? Rispolverando il progetto antichissimo, ma sempre attuale della Ferrovia dei Due Mari, risalente già al 1841 ma mai realizzato a causa di ostacoli di vario genere (contrasti sul tracciato da adottare, dissidi campanilistici con altre regioni, ostacoli burocratici ed economici) ed abituale promessa elettorale irrealizzata.
Oggi l'unico mezzo per raggiungere Roma o l'Adriatico è il trasporto privato su gomma con i costi ambientale ed economico che ne conseguono (vedi traforo del Gran Sasso): il treno è invece riconosciuto quale mezzo di trasporto tra i più sostenibili con un minor dispendio di tempo , impatto paesaggistico e quantità di emissioni di CO2 nell'atmosfera.
Ma ci pensate? Questo progetto era considerato come una spina dorsale per l'istituenda Italia Unita, di rilevanza strategica per un'intera Nazione, altro che sogno di troppa ambizione!
Noi ci riproviamo, ma questa volta si fa per davvero: il treno passa una volta sola!
E voi? Ci state a partecipare?
Guido Benigni

mercoledì 16 gennaio 2019

Chiesanuova di Treia - Continua la tradizionale benedizione degli animali di Sant'Antonio Abate


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Con la ricorrenza di Sant’Antonio, "lu nemico de lu demonio" nonché protettore degli animali, inizia ufficialmente anche il carnevale. In molti paesi e città i nostri amici animali vengono accolti sul sagrato delle chiese e lì benedetti. Questa tradizione è portata avanti anche a Chiesanuova di Treia, dove il nostro attivissimo Don Peter Paul ha organizzato per il 19 gennaio 2019 una manifestazione speciale. 

“Sabato 19 gennaio 2019, alle ore 14,15, faremo la Benedizione degli animali, poi con le classi Elementari e i genitori ci incontreremo al tendone per un breve incontro ... le Medie invece faranno il catechismo normale, ma si comincia ore 15,00..." 



P.S. Speriamo che la coscienza universalista possa portare ad un maggiore rispetto verso tutte le forme viventi, nel frattempo apprezziamo lo sforzo di Don Peter Paul che a Chiesanuova di Treia mantiene la tradizione di Sant'Antonio Abate...
Paolo D’Arpini

venerdì 11 gennaio 2019

Solidarietà e vita selvaggia in campagna - Cercasi piccoli oggetti per alleggerire la vita


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Carissimi amici, sono Géraldine di Calcina (Camerino); dopo 10 anni di vita selvaggia in mezzo al bosco, senza elettricità né acqua in casa, e dovendo accudire 4 bambini che crescono, devo dire che piano piano la stanchezza si fa sentire, ed adesso provo il bisogno grande di alleggerirmi la vita con qualche "comodità" (e tanti rideranno dopo aver letto di che comodità si tratta...). 

Quindi sto cercando certe cose importanti per me:

1 - una o due lampade solari, tipo quelle dell'ikea, per poter cucire la sera, o disegnare, o giocare a carte, in modo di vederci più chiaro e di non rischiare di rovesciare le lampade ad olio se giochiamo a giochi un po' movimentati...

2 - una pompa manuale ad acqua per portare l'acqua dal basso (dove c'è la vasca) fino ad una trentina di metri più lontano e più in alto (dove c'è la casa, qualche metro più su) così da riposare la mia schiena stanca di portare secchi e secchi d'acqua.

3 - una gerla o qualche altro attrezzo del genere per portare la legna, visto che tutti i giorni o quasi vado nel bosco a raccoglierla  ed anche lì la mia schiena soffre ed ha bisogno di un piccolo aiuto per star più contenta.

Se qualcuno sente di poter aiutarmi in qualche modo, lo ringrazio già in anticipo. Mi può chiamare direttamente al numero seguente: 329 93 64 826

Grazie a voi tutti! 

Géraldine

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sabato 5 gennaio 2019

Capacità comunicative sensoriali e telepatiche


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Parlando un giorno a Treia  con Caterina Regazzi, mia compagna di vita, delle capacità comunicative sensoriali e telepatiche mi sono ritrovato a spiegare come i 5 elementi ci aiutino a comunicare attraverso le loro energie, in forma sicuramente “ecologica” e naturale.
Ognuno dei 5 elementi tradizionalmente riconosciuti (sia in Cina che in India) rappresenta uno dei 5 sensi e noi sappiamo che i cinque sensi sono diversi canali e modi comunicativi fra la mente interna e quella esterna. Ma esistono anche cinque elementi più “spirituali” o psichici che superano la comunicazione fisica dello stato di veglia, questi 5 elementi definiti in sanscrito Tanmatra – 5 potenzialità sensoriali o elementi sottili – precedono i cinque Indrya, o sensi, ad essi subordinati.
Vediamo così che è possibile che le emozioni, i pensieri astratti, le sensazioni inconsce, possono essere trasmesse e percepite negli strati profondi della mente in forma di pulsazioni psichiche o telepatiche. Ma sulla base degli elementi di nascita che noi manifestiamo in forma congenita (sono diversi per ognuno) possiamo diversamente percepire e trasmettere queste pulsazioni psichiche o telepatiche.
A volte confondiamo tali pulsazioni con i messaggi psicosomatici e comportamentali e riteniamo perciò che la telepatia vera e propria non esista, trattandosi di una semplice capacità interpretativa della mente che osserva i movimenti, le parvenze, i piccoli particolari ed i vezzi facciali e degli occhi delle persone che noi stiamo ascoltando o osservando…
No, la trasmissione telepatica è possibile anche ad occhi chiusi o in silenzio, lontano dal “trasmettitore” o “ricevente” ed anche a posteriori od in anticipo rispetto agli eventi correlati… in tal caso si chiama preveggenza o divinazione. Ma questa qualità della mente non può essere volutamente utilizzata, come una tecnica di ascolto, al contrario funziona proprio in assenza di modificazioni mentali e supposizioni. Per questo si dice nello yoga che solo con la mente “vuota” è possibile collegarsi con il tutto che ci circonda, l’Aura mentale della specie umana (inconscio collettivo) e la Mente universale.
Durante i vari incontri per parlare della spontanea capacità “percettiva e divinatoria” (mi riferisco alle “letture” sull’I Ching e sistema elementale indiano) ho affermato che i diversi aspetti psichici da noi incarnati e le energie degli elementi che ci contraddistinguono formano una specie di “griglia” attraverso la quale noi riusciamo a percepire il mondo esterno e le situazioni sulla base della sintonia (od opposizione) incontrata. Ove questa “griglia”, il nostro modo percettivo, non aderisce con le situazioni e le emozionalità diverse che ci giungono dagli altri automaticamente sentiamo una forma di repulsione. La nostra empatia ed antipatia ed il genere dei rapporti che possono essere instaurati con le persone con le quali veniamo in contatto dipende solo dalla configurazione del filtro interiore delle predisposizioni innate. Ma, allo stesso tempo, la comprensione che ogni aspetto della psiche o dei colori delle energie (elementi) dipende dal movimento nel caleidoscopio della mente di un “qualcosa” di indifferenziato che è alla radice della mente stessa, è importantissimo per riconoscere la comune matrice.
I diversi aspetti nascono in seguito alla separazione primordiale, Yin e Yang, e dai movimenti consequenziali delle propensioni e dal raggruppamento in cantoni di accettazione e repulsione (sulla base dello specifico aspetto da noi incarnato in cui ci riconosciamo).
Le opposizioni sono però aspetti complementari della stessa energia archetipale, per cui le incomprensioni e comprensioni sono solo un “modus operandi” della mente ed un modo di riconoscere le affinità o le differenze, il fine della coscienza evoluta è comunque quello di riportare tutto all’unità.
Su questo stesso argomento, riporto le riflessioni della cara amica Antonella Pedicelli, docente di filosofia e referente della Rete Bioregionale Italiana per l’educazione ecologica, la quale afferma: Sperimentare la vita in un corpo materiale, rappresenta, per un essere umano, una continua possibilità di “apprendimento” e di evoluzione.
La scelta delle esperienze, ovviamente, non è casuale: ci muoviamo ed agiamo spinti da “forze e pulsioni” che, nella loro complessa varietà di nomi e appellativi, non fanno altro che determinare il “movimento” nella nostra quotidianità. Il movimento rappresenta, sul piano dell’esistenza pura, l’incipit di ogni creazione, il “bisogno” fondamentale del principio ideatore stesso.

Colui che è, in quanto tale, manifesta il suo essere nel movimento e nel conseguente continuo “fluire”, che, a sua volta, genera cambiamenti non immediatamente percepibili dal nostro umano sentire. Nei rapporti di vaio genere che tendiamo a “creare” in questo spazio-tempo scelto per l’esistenza nella quale trova dimora lo spirito che ci anima, spesso siamo soliti usare termini nei quali appare evidente il sentimento del “contrasto”, o per meglio dire, della “in-comprensione”. Io penso in un modo, lui o lei la pensano in tutt’altra maniera. 

Questo è un fenomeno semplice, molto semplice e complesso insieme. Viaggiamo su “frequenze vibrazionali” che non sempre si trovano in sintonia, una specie di “carrello” che, per alcuni è dotato di freni, per altri no!
La direzione del carrello è la stessa, ma non la velocità e neanche l’energia impressa nelle ruote.  La nostra singola percezione ci permette di intuire questo “meccanismo”, ma i “termini razionali” impressi nella nostra mente, creano la situazione del disagio, del pericolo e quindi assumono posizione di “difesa”, a volte con l’attacco,diretto verso chi la “pensa diversamente da noi”! In verità, invece, è solo una condizione come tante, uno “status” che sta “percorrendo la sua strada” al di fuori di ogni giudizio e di ogni “etichetta”.
Riconoscere la “diversità” nell’unità è un passaggio importante nella crescita personale, sul piano dell’apertura universale e della fiducia verso noi stessi; accogliere la nostra “percezione” è un atto d’umiltà che rende speciale la visione della Vita.


Paolo D’Arpini

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martedì 25 dicembre 2018

Petizione per l'AUTO-RICOSTRUZIONE post terremoto.... indirizzata a Piero Farabollini


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Cari seminatori di sogni, vi scrivo oggi non perché è Natale, semplicemente  vi voglio raccontare che ho un piccolo enorme sogno ed ho bisogno del vostro aiuto per realizzarlo.

Io sono Stefano, vivo a Calcina di Camerino, la mia casa è stata distrutta dal terremoto,  ora abito con Simona, Dario, Dalila e Romeo.  2 giorni fa sono stato a Panta Rei sul Trasimeno (realtà che alcuni di voi conosceranno sicuramente) mi sono incontrato lì con altre persone che vogliono organizzare quella che abbiamo chiamato  L' AUTO-RICOSTRUZIONE post terremoto.

Spesso noi seminatori di sogni facciamo auto-costruzione. Lo facciamo come bisogno legittimo di vivere il territorio in cui siamo e si può fare anche legalmente, con il concorso e l'accordo con le Istituzioni preposte. 

Stiamo iniziando una raccolta firme per proporre l' AUTO-RICOSTRUZIONE post terremoto direttamente a Piero  Farabollini, il commissario straordinario per la ricostruzione.

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A breve vi romperò le scatole con questa raccolta firme on line e anche con quella cartacea, abbiamo bisogno di sostegno e appoggio.

Sto anche e soprattutto cercando altre persone che vivono sul cratere e che hanno la casa o un fabbricato inagibile e sarebbero contenti di auto-costruirlo con le proprie mani, conoscete qualcuno in questa situazione?

Un abbraccio, un bacio,  affinché noi abbiamo la forza e la volontà di sostenere i nostri sogni...

 'stefano mimmotti' via Seminasogni <seminasogni@googlegroups.com>

giovedì 6 dicembre 2018

Treia. Caldo Natale 2018



In questi giorni d'inizio dicembre 2018,  io e Paolo abbiamo fatto diversi giri per Treia, sia fuori che nel centro storico. Si sta cercando di creare un'atmosfera natalizia: il Comune, pur commissariato, ha predisposto un bell'albero di Natale, con addobbi vari; i cittadini ed i negozianti stanno decorando gli ingressi, le finestre e le vetrine. 


Pur se il Centro storico è ancora poco popolato, c'è chi si da da fare e questo fa ben sperare. Treia, secondo me, potrebbe e dovrebbe, piano piano, diventare quella comunità dove solidarietà, amicizia, convivialità e collaborazione sono alla base dei rapporti interpersonali e del tessuto sociale. 

Il rapporto con gli uffici pubblici e con l'amministrazione, sia quelle passate che quella futura, sono diretti e schietti, questo già di per sé facilita di molto la vita dei residenti. Per esempio, stamattina, 6 dicembre 2018, Paolo ha telefonato in Comune per sapere se le disposizioni che ha lasciato a me in caso di suo decesso fossero idonee ed immediatamente l'impiegata  dell'anagrafe si è documentata ed ha dato risposta positiva (cosa che forse in un'altra città, avrebbe comportato giorni e giorni di attesa).

Inoltre il centro storico di Treia è bello anche perché lungo le mura, dove si passeggia comodamente, si trovano ampi spazi verdi in cui ci si può approvvigionare di erbe e frutti spontanei. Forse chi abita a Treia non si rende pienamente conto della fortuna che abbiamo di vivere in questo centro dove, nel giro di poche centinaia di metri, è possibile reperire tutto ciò che è necessario per la vita, considerando non solo i negozi del centro storico ma  anche le botteghe di Borgo, che completano l'assortimento dei beni che servono: scarpe, tappezziere, restauratore di mobili, computer, prodotti per l'agricoltura ed erboristici, un'estetista, un ferramenta, un fotografo, rosticceria, pasticceria... etc. Ma, durante questa passeggiata ci siamo limitati a recensire fotograficamente i negozi presenti all'interno delle  antiche mura.

Per il periodo natalizio, dall'8 dicembre in poi, molti di essi saranno continuativamente aperti e si spera che possano esservi anche manifestazioni culturali itineranti in modo da ravvivare l'ambiente cittadino e creando un'idonea atmosfera per le feste di fine anno. Quindi: per i regali di Natale pensiamo ai negozianti e ai produttori locali e diamo una mano alla nostra comunità a mantenersi attiva e prospera!

Caterina Regazzi e Paolo D'Arpini

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sabato 1 dicembre 2018

Treia - Domenico Fratini, l’arte fatta persona


Treia, mostra d'arte di Domenico Fratini 

Sono lieto di aver incontrato qui a Treia, da quando mi sono qui trasferito nel 2010,  persone che ho trovato subito in sintonia con me, come ad esempio il pittore Domenico Fratini, gentilissimo e poetico nelle sue espressioni. Il primo approccio l’ho avuto in forma indiretta osservando un quadro appeso nella grande cucina della casa di Caterina, raffigurante un anziano che legge il giornale, seduto davanti al camino, con al suo fianco la moglie che sferruzza. La scena sembra preannunciare quel che vorrei vivere io stesso a Treia, andando avanti con gli anni.

Caterina mi disse che quel quadro l’avevano acquistato i suoi genitori da un pittore del luogo, Domenico Fratini, chiamato familiarmente Dumì. Non molto tempo dopo conobbi questo artista, e non fu affatto difficile poiché la sua bottega si trova proprio all’inizio della Piazza di fronte al mercato coperto ed a fianco del baretto dove solitamente vado a far colazione.

La bottega di Dumì ha un che di familiare ed arcaico, appena si entra si vedono quadri di ogni misura e colore appesi alle pareti ed accatastati a fianco dei pochi mobili, una vecchia scrivania fa da reception e guardando sulla destra in fondo si scorge la porta che del laboratorio vero e proprio, anche se spesso ho trovato il pittore seduto alla scrivania, ben visibile dalla vetrina esterna, mentre crea bozzetti a matita per future sue opere o semplicemente abbozza caricature e vignette raffiguranti personaggi paesani.

Domenico Fratini è una istituzione a Treia, pittore, ex direttore della banda, atleta corridore, contadino per passione, conoscitore sornione di pregi e difetti dei suoi concittadini, fratello di Don Vittorio (ex parroco della città per tanti anni) e chissà cos’altro…
Treia. Domenico e Vittorio Fratini davanti la loro abitazione 
Insomma Dumì è la presenza storica più familiare di Treia, la persona con la quale si può sempre imbastire un discorso, che sia per strada, al baretto o nella sua bottega, è una fonte inesauribile di racconti ed aneddoti e non potrei immaginare la città senza di lui… Mi auguro perciò che duri ancora a lungo e che i treiesi si rendano conto della sua importanza per la cultura del posto. Se fossi sindaco gli offrirei una sala della pinacoteca comunale per una mostra permanente delle sue opere. E questa vuole anche essere una proposta….

Paolo D’Arpini

Treia. La bottega di Dumì