martedì 25 maggio 2021

"Caldarola Comics" con Lucia Nardi e Riccardo Messi

 


Il Comune di Caldarola propone un corso di fumetto e di sceneggiatura intitolato "Caldarola Comics",  offerto a bambini e ragazzi. Già il primo incontro che si terrà martedì 15 giugno 2021, ore 16,  sarà finalizzato a far conoscere il mondo delle vignette nella convinzione che si possa imparare a disegnare fumetti divertendosi, come sostengono i docenti Riccardo Messi e Lucia Nardi (LuNa).

Il corso estivo, che si svolgerà presso la sala polivalente Tonelli di Caldarola, si soffermerà sul linguaggio del fumetto a tutto tondo fino a realizzare delle vere e proprie storie pubblicate in un albo che riunirà il lavoro collettivo con il Castello Pallotta ed i luoghi di interesse come protagonisti della storia...





Info:  LuNa LuNa  lucynardi6@gmail.com

lunedì 24 maggio 2021

Treia ed il mondo. "Considerate la vostra semenza: fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza"


Comitato Civico

Da quando, nel 2010,  mi sono trasferito a Treia, grazie all’accoglienza della  mia compagna Caterina Regazzi, sto cercando di procedere in  quelle attività culturali e spirituali che hanno contraddistinto il mio modo di vita negli anni precedentemente trascorsi a Roma ed a Calcata. 


Sono lieto di aver incontrato qui persone che ho trovato  in sintonia, oltre ai membri fondatori del nostro Comitato Treia Comunità Ideale,  come ad esempio Valeria Piermarteri, cugina di Caterina e  prima treiese doc che conobbi, poi vengono  i  passotreiesi alternativi  Francesco e Francesca Orazi,  che addirittura vennero a cercarmi di propria iniziativa; il pittore Domenico Fratini, gentilissimo e poetico nelle sue espressioni;  il prof. Alberto Meriggi,  profondo conoscitore della storia di Treia;   Danizete e Donatello, una coppia di "già" vegetariani;  "li santi" Andrea e Barbara Santini, due artisti ecologisti che sanno vedere oltre le apparenze; Lorenzo Luccioni, difensore dei deboli e mio consigliere sociale;  Andrea Biondi e Chiara Teloni, due insegnanti e letterati nonché genitori ideali e neocontadini; Simonetta Borgiani e Fernando Pallocchini, giornalisti e ricercatori di misteri marchigiani; tutte le amiche e  gli amici del teatro Cabazen che non hanno ostacolato le mie pazze idee; Giampaolo Damiani che,  assieme a Luciana Montecchiesi,  ha contribuito a mantenere un ricordo visivo degli eventi vissuti; Giovanna Bonelli, la fida barista e confidente, che sa restare in silenzio...  

La bottega della memoria di Nazareno Crispiani


Diversi altri  vorrei menzionare  nel novero di  coloro  che mi hanno voluto bene e che  hanno perdonato le mie stranezze, come ad esempio  Nazareno Crispiani, curatore della memoria contemporanea di Treia  anche se  nativo di Macerata, la città in cui è sepolto mio padre, e  magari di questo vi parlerò in un'altra occasione...

Ma perché vi  racconto  queste cose? Il fatto è che in qualche modo anche qui a Treia ho trovato  un nido di resistenza all'omologazione, un  focolare di ribelli che non si arrendono  e volevo che ne restasse una traccia.

Perché il mondo, e non solo Treia,  ha oggi un grande bisogno di persone vere, questo è un momento in cui se non vi saranno parecchi spiriti ribelli i nostri giorni sulla terra, come specie umana, sono contati… L'umanità sta  scavando la propria  fossa, siamo molto vicini al punto di non ritorno… 

Dobbiamo cambiare il nostro modo di vedere e di agire, creare più energia meditativa, sviluppare più amore ed armonia. Per farlo dobbiamo distruggere il vecchio, la sua bruttura, le sue putride ideologie, le sue stupide emarginazioni, le superstizioni idiote,  per veder nascere un nuovo essere umano dagli occhi limpidi. 

Sconnettersi dalle pastoie del  passato, ecco il significato della vera emancipazione, continuando a percorrere coraggiosamente nuovi sentieri con spirito di sacrificio e discriminazione.

 Insomma andiamo avanti sviluppando coscienza  e conoscenza, senza occupare alcun luogo, senza perseguire alcun potere, semplicemente sperimentando la nostra crescita in tutti i particolari del vivibile….

Ora il tempo è maturo, negli anni a venire o l’uomo scomparirà o sulla terra farà la sua comparsa un nuovo essere umano con una visione diversa e quell’essere umano è un precursore.

Paolo D'Arpini  (con  imprimatur di Caterina Regazzi)







sabato 22 maggio 2021

Treia. Seguendo le tracce di Matteo Ricci e di Giuseppe Tucci… per apprendere i misteri degli archetipi psichici… dalla Cina e dall’India



Due sono stati i marchigiani illustri che hanno legato il loro nome alla scoperta dei misteri di Cina ed India. Il primo fu il gesuita maceratese, Matteo Ricci (1552/1610), che soggiornò lungamente presso la corte imperiale cinese scrivendo diversi libri in Mandarino (la lingua dotta); la sua più importante composizione fu il Grande Mappamondo, la cui sesta edizione fu fatta ristampare su ordine dell’imperatore stesso. Egli cercò di integrare la cultura cinese con quella occidentale in una sintesi più apprezzata in Cina, ove morì a Pechino, che presso la chiesa cattolica che lo aveva inviato in Cina come “missionario”.




 

L’altro grande maceratese fu il professor Giuseppe Tucci (1894/1984), fondatore e curatore dell’ISMEO, l’istituto italiano per lo studio della cultura orientale e importante museo sito in Via Merulana a Roma. Io ebbi la fortuna di visitare quel museo e fui toccato dal rispetto con il quale le reliquie di religioni esterne alla nostra cultura avessero trovato ospitalità e idonea spiegazione. In seguito a ciò mi interessai alla letteratura ed alle traduzioni originali prodotte dall’esimio professor Tucci e mi abbeverai a quella fonte di conoscenza. In particolare apprezzai le sue ricerche sulla cultura nepalese e tibetana e la sua ricerca sull’antica saggezza cinese, laica per antonomasia, rivolta al benessere dello stato e del popolo. In particolare Giuseppe Tucci é stato in grado di offrirci un quadro suggestivo dei due indirizzi culturali della Cina, il Confucianesimo ed il Taoismo, la via della correttezza e la via della spontaneità.

 

Ricettacolo di questi due aspetti sociali é il Libro dei Mutamenti, I Ching, uno dei saggi testi più antichi dell’umanità. In esso sono integrati diversi commenti di Confucio e di Lao Tze, nonché considerazioni più tardive di matrice Chan (Meditazione Buddista). All’I Ching, di cui é disponibile un’ottima traduzione di Richard Wilhelm, con prefazione di Carl Gustav Jung, sono riconducibili anche gli archetipi psichici basilari dello zodiaco cinese.

 

La mia pluridecennale ricerca compiuta sia su testi di matrice cinese che indiana, come ad esempio Il Potere del Serpente, mi ha portato a elaborare un sistema archetipale congiunto, basato sugli esagrammi dell’I Ching e sui cinque elementi indiani. Seguendo poi la tradizione orientale, ed avendo “completato” i miei studi e le mie sperimentazioni dal vivo, ho deciso di trasmettere la conoscenza acquisita attraverso una serie di incontri che si terranno a Treia, in provincia di Macerata.  Le sessioni sono gratuite e si svolgono dalla mattina alla sera, vivendo in spirito comunitario la quotidianità, e condividendo cibo e lavoro. 

 

Paolo D’Arpini



Info e prenotazioni: 0733/216293


Presentazione ed introduzione:

http://paolodarpini.blogspot.com/2010/07/i-ching-e-zodiaco-cinese-integrato-dal.html


giovedì 6 maggio 2021

Anche Alberto Meriggi, assieme a Carlo Didimi, ha fatto la storia di Treia...



Presentare il prof. Alberto Meriggi ai treiesi è come voler presentare ad una madre il proprio figlio, chi non conosce questo personaggio che tanto ha fatto, detto e scritto per mantenere la memoria e sviluppare la tradizione culturale della città? Alberto Meriggi e  la storia di Treia sono  indissolubili e non solo per la sua professione di storico ma anche per tutti i contributi culturali da lui portati nella vita comunitaria. Ricordo di averlo conosciuto durante un convegno tenuto nel 2011 nella sala consiliare comunale  "Anche Treia ha fatto l'Italia" (http://riciclaggiodellamemoria.blogspot.com/2021/03/treia-lunita-ditalia-e-alberto-meriggi.html). 

Da poco mi ero trasferito in città e l'incontro con  Alberto Meriggi fu la porta aperta che  mi  introdusse nel mondo della comunità treiese. Da allora, anche grazie alla lettura dei suoi libri sulla città ed alle frequentazioni sociali a lui collegate, si può dire che iniziai un percorso accelerato per aspirare alla "treiesità", alla cittadinanza treiese (se non di nascita almeno di elezione).  Da lui appresi  quasi tutto sulla storia di Treia, sui suoi figli, e sulla particolare qualità della cultura locale.  

Ad esempio il gioco del Pallone  col Bracciale, che mi aveva particolarmente affascinato per la somiglianza con la celebre disfida tra Orazi e Curiazi,  fu uno  degli eventi che Meriggi risuscitò, nel 1978,  allorché,  giovane assessore allo sport, lo ripropose al pubblico treiese che per un po', ubriacato dalla modernità, l'aveva dimenticato (vedi: http://treiacomunitaideale.blogspot.com/2016/07/treia-la-storia-della-disfida-del.html)

E proprio della disfida del Bracciale e del suo campione Carlo Didimi abbiamo parlato durante la recente visita del prof. Meriggi nella piccola biblioteca in allestimento che ha sede nell'Auser Treia, in Via Lanzi 20. Abbiamo approfittato di quell'incontro non programmato per  una conversazione confidenziale in cui, tra l'altro,  ci siamo chiesti della possibilità o meno di poter assistere alla Disfida del Bracciale in questo anno di pandemia. 

Nel corso del dialogo è emersa una interessante notizia che mi fa piacere rendere pubblica anche senza aver richiesto il consenso all’interessato, confidando nella sua  benevolenza.

Alberto Meriggi lo scorso anno e quest’anno ha dedicato parte del tempo in cui è stato costretto forzatamente in casa a scrivere un romanzo storico ispirato alla vita del campione di pallone col bracciale Carlo Didimi. Da anni coltivava questo desiderio dopo aver svolto e pubblicato in passato ricerche sulla vita di Carlo Didimi, sulla sua famiglia, sui rapporti del campione con Giacomo Leopardi e sulla famiglia Broglio D’Aiano, imparentata con i Leopardi e a cui apparteneva la moglie di Didimi (Vedi: https://it.wikipedia.org/wiki/Carlo_Didimi).

Il romanzo è ambientato a Treia e nelle località d’Italia frequentate da Didimi come giocatore e come patriota. Essendo profondo conoscitore della storia di Treia e delle Marche, Meriggi ha confidato che la trama del romanzo poggerà sui comportamenti, il pensiero e le abitudini del periodo in cui Didimi è vissuto, cioè l’Ottocento. Il romanzo, in quanto tale, presenterà una commistione di realtà e invenzione e i fatti, pur muovendo in una realtà storica di fondo, verranno parzialmente rimaneggiati dalla fantasia dell’autore. Il romanzo è quasi completato e l’autore ha già ottenuto la possibilità di pubblicarlo con una grande casa editrice italiana molto famosa.

Il libro, una volta edito,  nella piccola biblioteca dell'Auser Treia, farà parte di una speciale sezione dedicata alle opere di Alberto Meriggi. 

Paolo D'Arpini


Treia. Alberto Meriggi e Paolo D'Arpini


domenica 4 aprile 2021

Treia e le mie storie di vita bioregionale...



Anch'io, nel mio piccolo, ho  cercato di contribuire alla storia di Treia. L'ho fatto nell'unico modo che conosco: scrivendo e raccontando tante piccole avventure vissute giorno per giorno. Alcune  le  propongo di tanto in tanto in alcuni blog ed in alcuni gruppi di facebook dedicati alla vita sociale del paese. 

In questo periodo di  "lockdown" e di distanziamento fisico e sociale  ci sono ben poche cose da vivere in comunità ed i miei racconti si son fatti più radi. Ne approfitto perciò per fare  alcune annotazioni sulla mia venuta e permanenza in città, anche considerando che l'età avanza e non si sa mai quel che può succedere....  

Osho disse: "Se stai invecchiando, ricorda che la vecchiaia è il culmine della vita. Ricorda che la vecchiaia può essere l’esperienza più bella. Il vecchio si trova nello stesso stato di quiete dopo una tempesta, quando prevale il silenzio. Quel silenzio può avere una bellezza immensa, una profondità e una ricchezza incredibili. Se il vecchio è realmente maturo, allora diventa bello. Cresci, matura interiormente, diventa più attento e consapevole. La vecchiaia è l’ultima opportunità che ti viene concessa."

Ovviamente sono d'accordo con lui  e mi godo questa esperienza con grande calore e soddisfazione, anche perché ho avuto la fortuna di trovare, proprio in tarda età, una compagna adatta al mio percorso: Caterina Regazzi. E' stata lei, nel 2010, a "rapirmi" da Calcata ed a condurmi a Treia, dove da allora abito nella sua bella casa nel centro storico, occupandomi anche della conduzione del Comitato Treia Comunità Ideale e del Circolo Auser Treia, una associazione di promozione sociale per  l'invecchiamento attivo.


Così, per riconoscenza verso Caterina Regazzi e verso Treia,  tempo fa decisi di scrivere il libro "Treia: storie di vita bioregionale"...  In esso racconto alcune storielle minute di eventi vissuti
 nei primi anni della mia permanenza  in questa città delle Marche, che ormai è anche mia. Le osservazioni del mio vivere a Treia sono per me significative anche perché rappresentano la fase finale della mia esistenza. Avendo già raggiunto un'età in cui solitamente un uomo si definisce anziano...


Il libro "Treia: storie di vita bioregionale" è corredato di una presentazione di Michele Meomartino  e di una appendice con interventi di Antonella Pedicelli,  Alberto Meriggi, Caterina Regazzi, Simonetta Borgiani ed  Enzo Catani. Le immagini di copertina e contro-copertina sono state realizzate da Daniela Spurio.  

Per chi volesse leggere il libro potrà trovarne una copia nella costituenda  piccola biblioteca e sala di lettura sita nella sede di Auser Treia, in via Lanzi 20. Al momento la struttura è aperta il martedì, giovedì e sabato mattina, dalle ore 8.30 alle ore 12, prossimamente sarà aperta anche in altri orari che verranno presto comunicati (contatti: auser.treia@gmail.com). 


Paolo D'Arpini 






















Auser Treia. Biblioteca in allestimento


lunedì 29 marzo 2021

Treia - Acqua frizzante ed attracco meccanizzato out of service



Eccomi qui, da pochi giorni son tornato a Treia, dopo una permanenza romantica a Spilamberto dalla mia compagna Caterina. Solo soletto ho pensato di farmi una bella passeggiata, per respirare aria buona sotto le mura, e contemporaneamente approfittarne per attingere acqua al distributore automatico installato dal Comune in un'area verde. Armato di un paio di bottiglie da un litro e munito della tessera "acquaria",  a suo tempo fornitami,  sono sceso verso Porta Vallesacco per poi dirigermi, ovviamente  a piedi, verso la Casa dell'Acqua. 


Giunto a destinazione e respirando a pieni polmoni l'aria di campagna ho avuto la chance di   trovare la postazione libera. "Che fortuna!" mi son detto "meglio, prima che sopraggiungano utenti motorizzati  che facciano rifornimento". Purtroppo, essendo un po' imbranato con le macchinette tecnologiche,  ci ho messo un po' a capire come funzionasse la  tessera "acquaria" ma infine dopo ripetuti tentativi ho  schiacciato il bottone dell'acqua frizzante ed ho osservato lo zampillo pieno di bollicine che riempiva  i miei recipienti. Ho provato anche ad assaggiare il liquido per essere sicuro che fosse ben frizzante, ed infatti lo era! "Meno male!" mi son detto "stavolta l'acqua non diventerà scipita dopo un giorno".


Non mi restava che tornarmene verso il paese e tutto speranzoso mi sono avvicinato all'attracco meccanizzato. Sul pulsante la lucina era accesa, ma prova che ti riprova l'attracco non dava segni di vita. Guardando meglio ho notato che sopra il pulsante campeggiava una piccola scritta "Out of service". Purtroppo  mastico anche l'inglese e così ho capito di essere rimasto fregato. L'ascensore era fuori servizio, probabilmente per un guasto.


Armato di santa pazienza ho iniziato la scalata del ripido percorso pedonale, con i miei due litri  nella katana, a metà mi sono ricordato di aver dimenticato la tessera "acquaria" nella casa dell'acqua. Son dovuto tornare indietro  per poi risalire,  con il fiatone, "chi non ha cervello ha gambe" dice l'adagio,  per fortuna  durante il tragitto non c'era obbligo di mascherina, essendo io da solo ed  all'aperto. Giunto alla prima rampa dell'attracco ho potuto constatare che l'ascensore era fermo con la porta aperta ed anche lì campeggiava la scritta "out of service".  Pian piano sono arrivato in cima alla strada... sudato ed accaldato, per fortuna avevo con me l'acqua fresca.


Tornando a casa, passando per un centro storico pressoché deserto, ho  incrociato una mamma con un bambino che dirigendosi verso un raggio di sole gli  diceva "ecco il sole, guarda che bello". Sì il sole è bello, ci dona anche la vitamina D che aiuta a  combattere l'infezione.

"Che bella cosa na jurnata 'e sole,
n'aria serena doppo na tempesta!
Pe' ll'aria fresca pare gia' na festa...
Che bella cosa na jurnata 'e sole."

Epperò il sole dei poveri è diverso da quello dei ricchi. l'ho appreso leggendo una letterina dell'amica ecologista Marinella Correggia, che mi scrive: "Le misure antivirus: a tutti i livelli favoriscono i privilegiati, anche quando inquinano ...e qui non parliamo nemmeno di Big Pharma, dei giganti del digitale e degli altri grandi privilegiati. Questo è risaputo. Parliamo della differenza fra chi non può (zona rossa!) allontanarsi di due chilometri dal tinello di casa per fare un merendino nel bosco, a costo zero e inquinamento zero, e chi invece avendo i soldi può negli stessi giorni portare la famiglia alle Maldive o altrove inquinando per decine di migliaia di chilometri di volo aereo solo per una vacanza esotica (https://www.astoi.com/press/astoi-gli-spostamenti-per-recarsi-in-paesi-esteri-aperti-e-fruibili-per-turismo-sono-consentiti-anche-nelle-zone-soggette-a-restrizioni-id-13894.html). Il primo gruppo umano, se si azzarda a camminare fuori casa verso un bosco con borraccia, thermos e portavivande (nemmeno un rifiuto!) verrà multato, anche se non incrocerà "non congiunti". Il secondo verrà omaggiato.
Già: infatti le tasse sul carbonio non esistono, in pratica. In un mondo sano, dove sono le attività malsane a essere sanzionate, la gitarella nel bosco vicino a casa sarebbe premiata e il mega-viaggio ludico all'altro capo del mondo verrebbe pesantemente disincentivato.
Ma ieri, oggi e domani, la realtà è un'altra."

Ed anche qui a Treia la realtà è un'altra: i motorizzati sono avvantaggiati e gli appiedati penalizzati. Spero che l'amministrazione ci metta una pezza e che l'attracco meccanizzato riprenda tosto le sue funzioni livellatrici...

Paolo D'Arpini - Cittadino pro tempore di Treia



domenica 14 marzo 2021

Treia. C'era una volta... la terra nel paese della terre



Treia. La sorpresa è stata veramente grande quando mi sono ritrovato all’interno di una struttura modernissima in vetro e acciaio: la terrateca, si proprio una terrateca, come si vede dalla foto, una grande libreria di vetro che al posto dei libri contiene barattoli che contengono tutte le terre della Regione Marche. La terrateca dell' “osservatorio regionale suoli”. 

Conoscevo già bene il paese per le architetture in terra cruda presenti sul territorio, Treia infatti fa parte dell’associazione nazionale “città della terra cruda”. Sapevo della vocazione agricola del suo comprensorio e soprattutto della tradizione degli studi a riguardo della famosa Accademia Georgica attiva dalla fine del 400. 

Il comune di Treia, in collaborazione con L’Auser Treia, ha organizzato un laboratorio di educazione ambientale sul tema della terra cruda con i ragazzi delle scuole primarie del paese, circa settanta ragazzi con una decina di maestre e quattro ragazze volontarie del servizio civile. 

Con Edi Castellani assessore alla cultura abbiamo sistemato gli spazi e abbiamo deciso per due postazioni una per terra, per la fase “sensoriale” e una attorno ai tavoli per la fase “emozionale”. Così quando e’ arrivato il primo gruppo di ragazzi ci siamo seduti tutti in cerchio sul bel pavimento e con i miei attrezzi ho proposto alcuni esercizi per sviluppare la sensorialità e la conoscenza dei materiali. Importante il feed back la cosiddetta retroazione di una informazione che trasmettiamo che può essere immediata, cioè dato un esercizio tutti lo svolgono rispettando i minimi principi di partecipazione, analisi con i cinque sensi delle varie terre colorate ridotte in polvere con un pestello e un mortaio setacciate con un piccolo setaccio e mandala con le varie polveri colorate ottenute sui fogli bianchi. 

Tutti stanno attenti e il pestello passa di mano in mano seguendo il cerchio così le varie zollette di terra da guardare sbriciolare tastare assaggiare e sentire… sentire tutte le storie che hanno da raccontarci i vari personaggi: humus, argilla, limo, sabbia che la compongono e la memoria, la memoria dei luoghi da cui è stata prelevata. La memoria dei minerali ossidati variamente da ossigeno e luce con cui e’ stata in contatto, dei microrganismi, della vegetazione, del clima o di mari e laghi sotto cui si sono formati i sedimenti soprattutto argillosi. Tutto e’ importante per la colorazione di una terra. Dicevo che il feedback circolare mi indica quanto interesse suscita un esercizio: dal tempo che impiegano gli attrezzi o le varie zolle di terra a fare il giro completo del cerchio composto da circa trenta ragazzi, nel frattempo nell’attesa ognuno sperimenta i materiali per suo conto, chi prende la paglia chi una spiga di grano, chi un chicco, chi sperimenta già la barbottina pronta ad essere stampata dalle mani sui fogli bianchi. 



A un certo punto il cerchio è così attivo e concentrato nei lavori che mi allontano e lo lascio fare e mi dispiace proprio per il poco tempo a disposizione interromperlo mentre e’ così attivo e divertito dalla scoperta di nuovi materiali e nuovi modi del fare, per passare alla fase successiva quella “emozionale” al contatto con i materiali impastati: terra acqua e paglia. Se il gruppo risponde poco o si distrae lo riporto sulla onda giusta attraverso il feed back della curva: a seconda dell’accelerazione centripeta correggo con il manubrio la direzione dell’auto in curva. Così se i ragazzi si distraggono li riporto sulla stessa onda di frequenza con esercizi di meditazione dinamica di corpo e voce che attrae la loro attenzione: acchiappa la i partendo dall’alto verso il basso i e a o u u o a e i e via si seguito tutti sono attratti dall’esercizio e mi seguono nell’onda sonora, riconquistata in tal modo la loro attenzione rilancio il tema della terra cruda attraverso un racconto: una zolla viveva felice girando il mondo guardando nuvole allegre la luce del sole gli uccelli cantare e gli insetti ronzare, un giorno incontra una spiga di grano ed è subito attratta da lei e le dice: bellina te piace l’allegria! vuoi ballare con me? E iniziano a ballare per paesi e borghi aie e contrade e tutta la terra si riempi di spighe di grano. Un giorno inizio a piovere e la zolla si bagno e si trasformo in fango la paglia si inzuppo continuando a ballare stretti stretti si ritrovarono fusi l’una nell’altra componendo una palla perfetta, così li ho invitati al tavolo e ognuno inizia a lavorare plasmare pasticciare il materiale a sua disposizione nella massima libertà creativa espressiva. 




Capisco quando il gruppo e’ pronto a passare alla fase successiva anche attraverso il feedback del termostato della caldaia, quando la lancetta raggiunge la zona rossa sappiamo che l acqua è calda e possiamo fare la doccia. Questo tipo di feed back è molto utile anche se dipende soprattutto dall’esperienza personale di ognuno di noi e dal tempo che abbiamo a disposizione e dalla direzione che vogliamo dare al tipo di didattica che proponiamo. All altro gruppo ho inserito la seconda fase del laboratorio attraverso una canzoncina dello zecchino d oro: Don Chisciotte e Sancio Panza vanno in giro per il mondo, uno e’ lungo lungo lungo, l’altro e’ tondo tondo tondo. Sancio panza raffigura la zolla e Don Chisciotte, la spiga di grano. Inizia la pioggia, scivolano giù per una scarpata rotolando e si ritrovano pure loro a formare una sfera perfetta. 


Lancio pure a loro l’invito a realizzare una bella palla di fango e paglia. Ce’ da dire che all inizio del laboratorio mi sono presentato come Fiordifango perché faccio crescere strani fiori con la paglia e con la terra. Alla fine un bel feedback collettivo di nuovo seduti in cerchio scambiandoci i vari commenti sulle varie fasi e sulle preferenze dei lavori svolti. Tobia dice che lui mi ringrazia tantissimo anche se la sua maglietta sicuramente non e’ della stessa opinione. Una maglietta gialla tutta imbrattata di fango, sul davanti. Rispondo che sarà il nuovo modello, da esibire durante tutta l’estate. Alla fine cantiamo tutti una canzoncina scritta tempo fa: panta panta panta rei questo e’ il mondo che vorrei!


Giocare con la terra cruda - Incontro teorico-pratico a Treia 

A Treia il laboratorio “Emotional Design” - Imparare modellando la terra (Fonte: Picchio News)

Il 27 aprile 2018, nell'ambito della Festa dei Precursori, alle ore 18, nella sede dell'Auser Treia, dopo il laboratorio sperimentale con i bambini, svolto nella Sala Multimediale del Comune,  si è tenuto  un incontro teorico/pratico sulla lavorazione della terra cruda e sul suo apporto alla civiltà umana e di come si è svolta l'opera civilizzatrice  nel corso dei secoli e dei millenni....

Antonio Marcucci, Edi Castellani, Ferdinando Renzetti, Paolo D'Arpini - Nella sede di Auser Treia

Il Comune di Treia da tempo si impegna nella valorizzazione della Casa di Terra cruda in contrada Fontevannazza, attraverso una serie di attività e progetti rivolti alle scuole, organizzati e curati dall’assessorato alla cultura. La novità di quest’anno ha visto la collaborazione dell’Auser Treia per quanto riguarda i laboratori didattici con la terra cruda. Il 27 aprile, dopo un percorso di visita guidata presso la Casa di Terra, rivolto alle classi seconde della scuola primaria dell’Istituto Comprensivo “E. Paladini” di Treia, Passo di Treia e Chiesanuova, si è svolto presso l’Aula Didattica Multimediale del Museo Archeologico del Comune di Treia, il laboratorio “Emotional Design”. L’intento di questo incontro teorico-pratico è di avvicinare gli studenti al mondo della terra cruda, favorendo attraverso un’attività ludica, l’apprendimento di forme di costruzione naturali e sostenibili, alternative al cemento e rispettose dell’ambiente. Il laboratorio è stato guidato da Ferdinando Renzetti, un esperto delle tradizioni rurali, che collabora con il centro di educazione ambientale di Casalincontrada “CEA CedTerra”, promuovendo e realizzando in prima persona laboratori e workshop sulle tecniche costruttive con la terra, sui materiali naturali e sulle loro reinterpretazioni attuali. Il percorso si è sviluppato in due fasi distinte: la prima, teorica,  si è incentrata sulla spiegazione degli elementi che compongo la terra, ovvero la sabbia, l’argilla, l’humus e il limo; i modi in cui essa può essere setacciata e lavorata con mortai e pestelli; i vari colori che può assumere in base ai minerali che la compongo, ad esempio, il rosso; l’apprendimento delle tecniche per spezzare la paglia e per ottenere la barbottina. Nella seconda fase, invece, i piccoli studenti si sono divertiti a creare e modellare con le mani una serie di impasti, dando vita ad oggetti-giocattolo dalle forme più disparate, come, barchette, gondole, cestini, mattoni, ecc. Dunque, un percorso, per sensibilizzare e mostrare agli alunni, che, utilizzando materiali naturali come la terra, è possibile costruire ed edificare senza inquinare e sprecare risorse, sviluppando, attraverso la fase pratica, la loro intelligenza sociale ed emotiva e l’uso della fantasia e della creatività.

Ferdinando Renzetti - 28.04.2018