sabato 4 febbraio 2023

Treia. "Vengo prima io" e presentazione del libro "Aiutami a ricordare. La demenza non cancella la vita."...



Il 3 febbraio 2023 si è tenuta a Treia, al locale Teatro Comunale, una manifestazione (rivolta agli over 65 di Treia e paesi limitrofi) per me molto interessante, dal titolo: "Vengo prima io" durante la quale è stato presentato il libro "Aiutami a ricordare. La demenza non cancella la vita",  un percorso di prevenzione dei problemi neurologici (Alzeimer, demenza senile, ecc.) che si possono manifestare durante la terza età.

La manifestazione ed il percorso erano e sono patrocinati dal Comune di Treia (e per questo era presente, tra gli altri, il Sindaco, Franco Capponi), e sviluppato dall'associazione AFAM Alzheimer Uniti Marche e dall'azienda di servizi CambiaMenti-diamo vita agli anni.

Dopo i saluti di rito della coordinatrice della manifestazione, Sara, il Sindaco tra l'altro, ha ringraziato i medici di medicina generale (MMG) che già negli anni passati avevano fatto un primo screening sugli abitanti. Purtroppo però, alla segnalazione di persone che presentavano un'avvisaglia di problematiche neurologiche, non era seguita la presa in carico dei pazienti da parte di un qualche servizio dedicato. Capponi ha anche accennato al recente acquisto dei locali del monastero delle Visitandine di Treia, dove dovrebbe sorgere un centro per svolgere le attività relative al progetto e accogliere i pazienti con queste patologie.


Sono seguiti poi altri saluti istituzionali: dott.ssa Isabella Paolino, Presidente dell'Associazione Italiana Psicogeriatria, Marche, dott. Sauro Buongarzone, Segretario dell'Ordine dei Medici e Odontoiatri della Provincia di Macerata, dott. Eugenio Pucci, neurologo, che ha dialogato con il "personaggio" principale del pomeriggio, il Prof. Marco Trabucchi, Presidente dell'Associazione Italiana di Psicogeriatria.

Il professore ha esordito molto simpaticamente, dicendo che non voleva portare tristezza nell'auditorio, dato che si stava trattando un argomento che può suscitare ansietà, tanto che molti non vogliono neanche sentir parlare di questi temi. Ha raccontato che quando era bambino, negli anni '60, era venuto a Treia al matrimonio di una conoscente, tale Edda Salvatori e che se c'era qualcuno in sala che aveva sue notizie, avrebbe avuto piacere di contattarla. Ed in effetti in sala c'era un suo cugino, medico di medicina generale in pensione che ha riferito che Edda gode di ottima salute e che le avrebbe portato i saluti del professore e li avrebbe messi in contatto.

Per quanto riguarda la malattia demenza, ha detto, tra le altre cose, quanto sia importante per il malato, l'essere circondato dall'affetto dei cari e non solo, perchè, anche se la memoria è difettosa, certi visi, certi sorrisi e certe voci sono capaci di far riaffiorare ricordi ed almeno, di dare un po' di serenità al "paziente". Per chi si avvicina all'età critica, sono importanti una sana alimentazione, il giusto riposo, attività fisica, ginnastica fisica e mentale, e soprattutto i rapporti umani e la socialità. Perchè "invecchiare non è una malattia".
Ha citato una frase di cui non ho colto l'autore: " E' meglio stare a tavola con un amico e volergli bene, che preoccuparsi del colesterolo".

Nell'anziano i disturbi sono normali, è l'eccessiva medicalizzazione spesso che crea problemi, in certi casi la ricetta dovrebbe essere, invece del farmaco, lo stare in compagnia. Anche in caso di depressione nell'anziano, bisogna agire sui motivi e, a parte il caso in cui si riscontri proprio la malattia "depressione", non usare farmaci, ma agire sulle condizioni di vita. La medicina deve aver cura della persona e non della singola malattia. Il dott. Pucci, comunque, consiglia di fare la DAT (disposizioni anticipate di trattamento).
La dott.ssa Susanna Cipollani, Neuropsicologa, ha presentato il progetto "Vengo prima io", creato dall'Associazione CambiaMenti di cui è coordinatrice. Già la scorsa estate hanno portato avanti attività di brainwalking, molto partecipate.

Il progetto consiste anche in diversi incontri informativi sul movimento, alimentazione, laboratori di potenziamento della memoria e delle funzioni cognitive e incontri di ginnastica posturale di gruppo, sulla scia del detto: "Use it or loose it", oltre a uno screening delle funzioni cognitive e dell'umore,
E' intervenuta poi Manuela Belardinelli, presidente di Alzheimer Uniti Italia odv che ha esordito dicendo che il benessere della persona non è responsabilità del singolo ma della collettività.


E' poi intervenuto sul palco il dott. Osvaldo Scarpino, neurologo, che ha dialogato con il prof. Trabucchi nella presentazione dell'ultimo libro di quest'ultimo , "Aiutami a ricordare. La demenza non cancella la vita." Un libro per i medici e per i familiari dei malati, che può essere letto da tutti. La prefazione è della filosofa Michela Marzano, che parla della "compassione". Il libro finisce poi con la parola "legami": la solitudine del care giver è la cosa più triste. In questa malattia la cura principale non sono le medicine, ma l'assistenza, che non può essere a carico solo dei congiunti. Ci vuole un supporto da parte di tutti, comprese le istituzioni. Sono necessarie formazione culturale e generosità. Spesso questi malati sono ospitati nelle RSA e queste strutture e i loro operatori (OSS) devono essere valorizzati, fanno un lavoro spesso mal pagato, ma impagabile. Devono essere strutture aperte, dove devono regnare la gentilezza e l'amorevolezza generose, oltre alla curiosità per le storie di tutti gli ospiti presenti.

Caterina Regazzi

Vicepresidente del Circolo VV.TT. e segretaria di Auser Treia

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