domenica 10 giugno 2018

Treia. Breve rassegna stampa del 10 giugno 2018 e buoni consigli per la salute (psichica)


Foto di Gustavo Piccinini

10 giugno 2018, finalmente a Treia splende il sole... Dopo giorni e giorni di pioggerelle e acquazzoni "autunnali" si scorge uno spiraglio di primavera. A dire il vero tra pochi giorni inizierà l'estate ma il "bel tempo" che tutti desiderano stenta ad arrivare. Siamo ancora in mezzo al guado! E l'ho capito anche dalle notizie apparse sui giornali locali, che lasciano spazio alla speranza ma anche alla recriminazione. 

Su il Resto del Carlino di Macerata appare una  "intervista della domenica" a tutta pagina, con foto a colori di Maria Giovanna Varagona,  treiese per scelta,  fondatrice del Museo della Tela, una sorta di laboratorio della memoria sulla lavorazione di tessuti realizzati con telai a mano e semi-meccanizzati. Il laboratorio produce una varietà di stoffe adatte a rinverdire i fasti della raffinata eleganza marchigiana. Quindi una  buona notizia. 

Affiancata da altra buona notizia di carattere industriale: "La SIRA di Treia,  da poco riaperta, ha già venduto 3000 cucine", il che significa che la nostra città, anche dal punto di vista del lavoro industriale, si sta riprendendo. Bene! 

Su il Corriere Adriatico, invece, appare un altro genere di notizie. Su una pagina compare  un'intervista con il sindaco Franco Capponi riguardante "la sottostimata valutazione dei danni sismici, da parte degli enti superiori,  e conseguenti intralci e difficoltà per la ricostruzione". Non ho letto l'intero articolo, essenzialmente di carattere  tecnico, anche perché attratto da quello sottostante, di carattere politico, in cui la lista Uniti per Treia, ritorna sul discorso della "sospensione dovuta per legge" del sindaco Franco Capponi, in seguito alla condanna per peculato (e conseguente suo allontanamento dai pubblici uffici)  recentemente inflittagli dal tribunale di Ancona per la vicenda "spese pazze" di quando ricopriva la carica di consigliere alla  Regione Marche ( e di cui  è stato abbondantemente parlato in altre sedi e quindi tralascio i particolari).  Nell'articolo suddetto il consigliere di minoranza Andrea Mozzoni chiede a Franco Capponi di mostrare "dignità" dimettendosi dalla carica,  prima  che arrivi la sospensione da parte della Prefettura.  


Non entro in merito alle considerazioni di Andrea Mozzoni, sicuramente dettate da un senso di legalità e convenienza politica, l'unico mio dubbio riguarda la situazione che si verrebbe a creare con le dimissioni del sindaco che, come avvenne nel precedente caso di Santalucia, porterebbe al commissariamento del comune. Non so se questo sarebbe meglio o peggio, però come detto ho qualche  dubbio in proposito, preferirei -dal mio punto di vista personale-  che,  se così impone la legge, il sindaco venisse rimosso d'ufficio, lasciando però in piedi l'amministrazione (escludendovi la presenza in alcuna forma di Capponi) sino alla sua naturale scadenza della primavera 2019. 

Mi rendo conto che qui a Treia la situazione, anche dovuta a fatti nazionali ed internazionali, che hanno creato parecchie divisioni all'interno della comunità umana,  rispecchia lo stato di tensione ed incertezza generale sul futuro.  Per altro reazioni alla "Traini" (lo sparatore di Macerata) non sono auspicabili quindi cerchiamo di mantenere un "aplomb" ed una leggerezza nei nostri giudizi. 


La verità non è mai univoca, c'è sempre da considerare -in un senso o nell'altro- anche "l'altra faccia della luna", come spesso si scriveva nei manifesti alternativi di quando abitavo a Calcata. 

Ma ora abito a Treia, quindi mi interesso di Treia, mi scusino perciò i miei critici, se mi permetto di "metter becco in faccende che non mi riguardano". In verità mi riguardano, poiché anch'io  sono cittadino treiese e credo di avere diritto alla parola e ad un mio pensiero,  "alternativo" che sia.

A questo proposito vorrei inserire un commento riguardante la manifestazione musicale  che si è svolta sabato 9 giugno u.s., in cui si è tenuto a Treia un concerto di "scambio culturale"  della banda di Anticoli Corrado, su invito della nostra banda, presieduta da Paolo Damiani,  e del prof. Alberto Meriggi, cittadino onorario di Anticoli. Il teatro comunale  non era pienissimo perciò l'atmosfera vissuta è stata più intima e forse persino più gradevole. L'attenzione non era fissata sul glamour ma sull'ascolto. 


Come ho riferito all'amico Gianni Baccifava:  "E' stato commovente, sì, la musica dal vivo eseguita da persone dedite alla causa,  semplici e modeste,  ha toccato il cuore di molti. La musica dovrebbe essere così: un modo per unire gli animi".  

Per questa ragione un po' mi spiace che la nostra banda  non sia tenuta in piena considerazione qui a Treia. Durante le feste "ufficiali" spesso si preferisce "assumere" gruppetti  rocchettari rumorosi e musicalmente poveri… che hanno l'unica  abilità di emettere suoni cacofonici con gli altoparlanti a tutto volume.  E questo vuole  essere un altro  invito alla "moderazione" anche in senso musicale...  

Cordialmente, Paolo D'Arpini

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sabato 9 giugno 2018

"Signoraggio bancario e debito pubblico", prossimo argomento di discussione pubblica a Treia


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Già da un po’ di tempo  alcuni amici mi chiedono di organizzare  qui a Treia un convegno su “signoraggio bancario e debito pubblico”, ovvero  sulla creazione del denaro dal nulla da parte delle banche centrali (e commerciali), dato successivamente in prestito agli stati (in cambio di "buoni del tesoro") e quindi  sul come si forma il debito pubblico.  

Ma ho notato che le forze politiche, anche quelle che in passato hanno affrontato questi temi  (vedi: https://www.youtube.com/watch?v=CJJ9rzReXso),  nella foga di accaparrarsi il potere (e per non inimicarsi il sistema finanziario e bancario) sono però restie ad affrontare questo argomento ed inoltre  non sembra che la massa del popolo  abbia compreso cosa significhi “signoraggio” e cosa comporti la cessione di tale diritto alle banche "private", definite impropriamente "centrali" o pubbliche), quali sono la Banca d’Italia o la BCE o la FED, etc. 

Posso solo ricordare che il presidente Kennedy fu ucciso subito dopo aver annunciato che intendeva riportare il diritto di emissione della cartamoneta direttamente sotto il controllo del Tesoro… 

Comunque sì, ho intenzione di cominciare a  parlare  di “signoraggio”,  anche a Treia, ed al più presto, nel frattempo leggete uno stralcio dell’interessante articolo di Marco Saba che segue.  
Paolo D’Arpini

P.S. 
Scrive Nino Galloni, collega di Saba ed ex dirigente del Tesoro Italiano, nel suo libro “Bank - il futuro della banca” a pag. 71: “Storicamente i banchieri (e chi per loro) hanno sempre evitato più della peste che si capisse come funziona una banca, meglio come funzionano le banche...”
…………….
La chiave dell’enorme potere derivante dall’attività di creazione dello strumento di pagamento, la moneta, serve anche per capire la geopolitica, una materia che tanti commentatori televisivi cercano di complicare ad oltranza per nascondere che il re è nudo. Possiamo dire che il Grande Gioco si riassume nella questione e nella gestione privata dell’emissione dei mezzi di pagamento.
Chiunque capisce al volo che i falsari – quelli che falsificano la moneta ufficiale attualmente in uso – si arricchiscono quando riescono a spenderla. La stessa cosa vale anche per il sistema bancario con la differenza che la creazione di denaro da parte delle banche danneggia molto di più la società e lo stato – e quindi l’ordine pubblico economico – perché di norma la moneta bancaria è emessa ad usura. Ovvero, dietro alla creazione di un debito da ripagare con interessi. L’assurdità di questa pratica consiste principalmente nel fatto che le banche creano solo il capitale – come moneta – ma non creano il denaro necessario a pagare gli interessi pretesi indietro.
Paradossalmente, il sistema sarebbe solvibile solo se esistesse una quantità di moneta sufficiente – e non creata a debito – per coprire la parte di interessi richiesti. In pratica, se i falsari stampassero abbastanza valuta falsa (non creata a debito) per coprire gli interessi. Altrimenti, si ha una scarsità artificiale del mezzo monetario che fa sì che tutti come pazzi – una volta indebitatisi – passino la vita a correre per cercare quella quota parte di interessi per i quali non esiste “fisicamente” moneta in circolazione sufficiente. Questo può sembrare divertente come ulteriore prova – se ce ne fosse bisogno – della stupidità umana e della demenza collettiva dove ci hanno portato quelli che avevano la responsabilità di formarci ed informarci (scuola e media). Ma anche quanti, scoperta questa vera e propria mega-truffa, non hanno mosso un dito: polizie e magistrature. Dico che la truffa è ormai scoperta perché solo all’interno del nostro Centro Studi Monetari, in 5 anni, abbiamo pubblicato una decina di libri che spiegano l’arcano, libri che hanno avuto diffusione nazionale con decine di migliaia di copie vendute. E per chi non ha nemmeno più i soldi per comprare un libro, ne abbiamo messo uno gratis su internet. E per chi non avesse nemmeno gli occhi per leggere, lo abbiamo pure messo in formato audiolibro.
L’enorme vantaggio economico derivante dall’esercizio dell’oligopolio della creazione monetaria non è giusto che rimanga appannaggio di una élite privata di cocainomani che vanno a trans. Questo vantaggio – che io definisco “rendita monetaria effettiva”, per distinguerlo dalla semplice “rendita monetaria” così come intesa da quei falsari della Banca d’Italia, spetta naturalmente allo stato. Cosa succede quando una percentuale significativa della popolazione – quella meno demente – capisce quello che stiamo scrivendo?
Di norma, accade una rivoluzione ed il sistema bancario viene nazionalizzato (a meno che non si facciano tutti comprare in massa dalle banche). Casi tipici in questo senso sono stati la rivoluzione cinese e quella iraniana. Noi abbiamo avuto il fascismo che emetteva “biglietti di stato a corso legale” invece di farsi usurare dai banchieri come fa oggi il governo prendendo a prestito quello che è il frutto di una prerogativa della sovranità (monetaria): la moneta. Ma il fascismo è stato presto gettato nella pattumiera della storia assieme anche ai diritti che vennero conquistati per i lavoratori e che – in gran parte – un sindacato stracorrotto è riuscito a far cancellare progressivamente negli ultimi trent’anni. Dico stracorrotto proprio perché mai i sindacati – nemmeno quelli meno gialli – hanno osato prendere posizione ufficialmente e levare una voce per denunciare lo scandalo bestiale (ma offendo le bestie) del signoraggio privato sull’emissione monetaria. Questa assurdità è costata le vite di quanti – “falliti” – hanno scelto la strada del suicidio.
Per questo il compianto professor Giacinto Auriti aveva denunciato Carlo Azeglio Ciampi, allora governatore della Banca d’Italia, per istigazione al suicidio. Perché se nell’aggregato non esiste moneta sufficiente per pagare gli interessi, quando finisce la musica qualcuno rimane per forza senza la sedia dove sedersi. Cioè quando le banche impongono di “rientrare”. Possiamo approssimativamente dire che se manca un 20% di moneta per rendere solvibile il sistema, falliranno circa il 20% delle imprese e persone attualmente esposte col sistema bancario. Solo questo da l’idea della sovversione dell’ordine economico operata silenziosamente dal sistema bancario.
Si potrebbe provare a seguire una via “morbida” al cambiamento. Potrebbe almeno – come fanno in Nord Dakota – creare una Banca davvero d’Italia con cui offrire ai cittadini quanto loro negato dal sistema usuraio. Una banca di stato che usasse il criterio attuale di riserva frazionaria (2%) avrebbe bisogno di raccogliere solo un cinquantesimo della massa monetaria richiesta dalle spese dello stato. Proprio perché potrebbe usare a suo favore la leva del moltiplicatore monetario. Infatti, le banche prestano fino a 50 volte la cifra raccolta che pongono “a riserva”, dimostrando di essere tutte in bancarotta tecnica (perché, a differenza dello stato, possono finire in bancarotta).
Con questo sistema, cioè creando ed usando una banca di stato, senza toccare il sistema bancario attuale, le tasse potrebbero praticamente sparire, come già succede con i paesi cosiddetti paradisi fiscali che emettono la propria moneta statale. Ovviamente la neonata Banca del Sud non è che una pallida imitazione del tipo di banca statale che intendo io. Pare che il governo – in questo senso – sia parecchio timido. Ora si tratta di vedere se – a forza di palliativi e succedanei – la popolazione rimanga ancora – e per quanto tempo – ipnotizzata nel suo stato di malessere economico. Perché – nel caso di troppo poco e troppo tardi – si rischia che i milioni di disoccupati scelgano una alternativa meno ingloriosa del suicidio. E magari decidano di chieder conto all’élite di quanto successo sinora. I dati sono preoccupanti: ormai, ogni italiano, è stato derubato dell’equivalente di 1,3 milioni di euro. Una cifra più che sufficiente per assicurare una vita dignitosa a tutti, calcolando anziani e bambini.
Ma in questo tempo di VEDUTA CORTA  il sistema politico gioca d’azzardo e cerca di continuare “ad infinitum” il triste e melanconico “gioco delle parti”. Sperando e pregando che i cittadini non si sveglino sparando. E’ un rischio morale micidiale. Un rischio mortale. Perché non è vero – come diceva Totò – che ogni limite ha la sua pazienza. Aspettiamo e vedremo.
Marco Saba
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Articolo collegato  sul signoreggio bancario:

domenica 3 giugno 2018

Treia: processo alle intenzioni? - “Franco Capponi. Spese pazze o reato d'opinione?”


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Tribunale di Ancona

Non è mia abitudine interessarmi o scrivere di “cronaca nera” o fare pettegolezzi su fatti “opinabili”, come ad esempio la notizia che da giorni appare sui diversi giornali di Macerata, sia online che cartacei, riguardo alle sventure giudiziarie di Franco Capponi, sindaco di Treia. 

Sin da venerdì 1 giugno 2018, lo stesso giorno del giuramento del nuovo governo Conte, i media locali (Il Resto del Carlino e Il Corriere Adriatico) hanno pubblicato con grande risalto “la condanna per spese pazze, effettuate durante il mandato alla Regione Marche, degli ex consiglieri  Brini, Capponi e Marangoni (rispettivamente di FI e Lega)”. I fatti contestati risalgono ad alcuni anni fa e riguardano i rimborsi, richiesti ed ottenuti, per  spese di “rappresentanza” sostenute dagli imputati durante il loro mandato nell'Ente Regionale. Ma non solo i tre consiglieri menzionati furono a quel tempo incriminati, lo furono molti altri, compreso il presidente Spacca e quelli della sua maggioranza, ma quasi tutti furono sollevati dalle accuse o assolti con rito abbreviato, solo Brini, Capponi e Marangoni restarono in croce.

Le spese contestate a Franco Capponi, ora definite “non legittime” dal giudice, ammonterebbero in totale a 9.125 euro, di cui il sindaco -a sua detta- nel corso del dibattito processuale avrebbe fornito giustificazioni, che però non sono state sinora accolte e da qui la condanna da parte del tribunale di Ancona: “a due anni e due mesi per peculato, con confisca delle somme e interdizione dai pubblici uffici”.

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Franco Capponi - Sindaco di Treia

Ed ora arriviamo al successivo punto dolente. La mattina di domenica 3 giugno 2018 è stato pubblicato su Il Corriere Adriatico un intervento della lista Uniti per Treia in cui si chiede specificatamente che il sindaco Franco Capponi si dimetta dalla carica. Sono rimasto un po' meravigliato di questa presa di posizione. Secondo me sarebbe stato più corretto aspettare che la Prefettura di Macerata, in considerazione della condanna (per la quale per altro è stato annunciato ricorso dall'indagato), prendesse i provvedimenti ritenuti necessari riguardo alla posizione pubblica attualmente ricoperta dal sindaco Franco Capponi.

Tanta fretta, espressa da Uniti per Treia, mi fa un po' pensare. A Treia la gestione della cosa pubblica, da parte di Franco Capponi, non presenta vulnus tali da richiedere una azione così draconiana, come le “immediate dimissioni del sindaco”. Forse la lista d'opposizione Uniti per Treia, per restar fedele alla sua stessa denominazione, avrebbe potuto soprassedere, almeno il tempo necessario che le istituzioni preposte si attivassero con  le disposizioni di legge, invece di anticipare i tempi senza una vera ragione legata alla situazione amministrativa del comune. Questa la mia opinione personale.

Ritengo infatti che in una comunità, che si presume "unita", pur nelle differenze di vedute, non dovrebbero esacerbarsi gli antagonismi  ideologici, soprattutto per  motivazioni “processuali” non prettamente inerenti la situazione locale.

Paolo D'Arpini

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Articolo del Corriere Adriatico del 3 giugno 2018

sabato 2 giugno 2018

Treia, 9 giugno 2018 - Continua lo scambio cultural-musicale con Anticoli Corrado


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Lo scambio cultural-musicale con Anticoli Corrado, detto il "paese delle belle donne",  continua. Il 9 giugno 2018 è attesa a Treia la banda musicale della cittadina laziale, che ricambia così la visita effettuata dalla banda di Treia  il 3 settembre dello scorso anno. 

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Alberto Meriggi (a sinistra) riceve la cittadinanza onoraria di Anticoli Corrado

La cosa avvenne durante il conferimento della cittadinanza onoraria al nostro concittadino, prof.  Alberto Meriggi, il quale ha dedicato una ricerca approfondita, scrivendo vari libri in proposito, sulla figura di Corrado d'Antiochia, di cui Anticoli Corrado conserva ancora la memoria  nel toponimo (https://it.wikipedia.org/wiki/Anticoli_Corrado).

Qualcuno potrebbe chiedersi cosa c’entri Treia con Anticoli ma basterebbe conoscere un po’ la storia della nostra città per sapere che Corrado d’Antiochia è un personaggio chiave nelle vicende che segnarono il nostro passato e quindi il nostro presente. Nella porta di Vallesacco permane affissa  una lapide  in ricordo di una famosa battaglia (e successivo imprigionamento del nobile Corrado, "beffato dai treiesi"). La  storia narra che i difensori di Treia finsero  la resa ed aprirono la porta d'ingresso,  ma  era  solo una finta poiché appena Corrado  penetrò baldanzoso, seguito da pochi uomini, i portinai immediatamente richiusero il portale e lo fecero prigioniero. 


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Treia. Porta Vallesacco


Il nome di Corrado  venne anche evocato in un affresco sul soffitto della ristrutturata Sala Consiliare, ma sempre con lo stesso spirito autocelebrativo, infatti vi si legge: “Fortitudo eius Conradum tenuit”, la sua forza, la forza di Treia, fermò Corrado.

A Treia, il 9 giugno  2018, alle ore 21 circa, si terrà nel teatro comunale una cerimonia con esibizione musicale, alla presenza degli amministratori comunali e dei rappresentanti della cultura locale. Una curiosità, non solo  dovuta a coincidenza ma probabilmente a deliberata scelta,  la tela del  sipario del palcoscenico,  che riproduce un famoso quadro del Minardi,  ritrae la celebre  battaglia combattuta nel 1263, fra le truppe imperiali comandate da Corrado d'Antiochia e i difensori treiesi, nei pressi di Porta Vallesacco.    



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Teatro Comunale di Treia - Riproduzione della tela del Minardi

Ma  la discesa della banda di Anticoli Corrado non vuole essere una rivalsa bensì un  gesto di pacificazione e di collaborazione tra le due città che sono state così significativamente toccate da Corrado D'Antiochia. 

"Teniamoci quindi pronti a festeggiare ludicamente e musicalmente questo evento gioioso - afferma Paolo Damiani, presidente della banda treiese,  e partecipiamo compatti al concerto bandistico del 9 giugno" 

Paolo D'Arpini





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La banda musicale di Treia ad Anticoli Corrado (Foto Picchio)


venerdì 1 giugno 2018

Tariffa di igiene ambientale non dovuta se i locali sono inutilizzati

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Non sarà tenuto al pagamento della TIA (tariffa di igiene ambientale) il contribuente che nella richiesta di esclusione della tariffa indichi l'inutilizzo dei locali del proprio immobile, non occupati e privi dei servizi essenziali, dunque inidonei alla produzione di rifiuti.
Non è all'uopo necessario che la richiesta, una volta presentata, sia ripetuta ogni anno, dovendo intervenire solo laddove si verifichino dei mutamenti nella situazione precedente. Affermare il contrario significherebbe gravare il contribuente di un onere inutile e irragionevole, non funzionale rispetto a una corretta definizione dell'impsota.

Lo ha chiarito la Corte di Cassazione, sezione tributaria, nella sentenza n. 13120/2018 (qui sotto allegata) accogliendo la richiesta del contribuente a cui erano state notificate cartelle di pagamento relative alla TIA (tariffa di igiene ambientale) non versata.

La vicenda

Il contribuente, tuttavia, lamenta l'illegittimità degli atti essendo l'immobile inutilizzatoe la sua domanda trova accoglimento: il mancato utilizzo del bene, documentalmente provato, avrebbe reso lo stesso incapace di produrre rifiuti facendo così venir meno il presupposto impositivo.

Decisione confermata in appello dalla Commissione Tributaria Regionale secondo cui correttamente era stato riconosciuto nella disponibilità di locali idonei alla produzione di rifiuti il presupposto della TIA, insussistente nella fattispecie avendo da tempo i locali dell'immobile perso tale idoneità per assenza dei servizi essenziali e mancata occupazione.

Circostanza che, precisa la CTR, era stata adeguatamente provata e documentata dal ricorrente che anni prima aveva presentato richiesta di esclusione della tariffa senza, tuttavia, ripeterla l'anno successivo come richiesto Regolamento Comunale in materia.

Ciononostante, il vincolo dell'annuale ripetizione imposto dal Comune (pena decadenza del beneficio) appare eccessivo agli occhi dei giudici tributari rispetto alle previsioni della normativa statale sul punto, oltre che in contrasto con lo Statuto del contribuente.

La CTR ritiene dunque che, in mancanza di tale comunicazione, il contribuente possa pur sempre dimostrare, come avvenuto nel caso di specie, che la situazione precedentemente dichiarata abbia continuato a sussistere anche per l'anno successivo a quello cui si riferisce la pretesa impositiva.

Contro tale decisione ricorre in Cassazione, senza esito positivo, la società concessionaria del servizio e dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani del Comune.

Niente TIA se l'immobile è vuoto e privo dei servizi essenziali


Per gli Ermellini il ragionamento della CTR appare corretto sotto più punti: da un lato, infatti, premesso che i locali in questione non avevano al tempo l'idoneità alla produzione dei rifiuti per assenza dei servizi essenziali e risultavano inoccupati, si è ritenuto che l'inidoneità alla produzione dei rifiuti, il cui onere della prova è stato correttamente posto a carico del ricorrente, dipendesse proprio dall'assenza dei servizi essenziali (ossia da obiettive condizioni di non utilizzabilità, come previsto dalla norma) e che la non occupazione dei locali fosse solo la conseguenza dell'assenza di tali servizi.
Condivisibile e ragionevole, nonché conforme alla ratio della norma impositiva, è anche l'assunto secondo cui "le comunicazioni relative all'inidoneità del locale alla produzione dei rifiuti debba avvenire solo quando vi siano delle variazioni" e non necessariamente ogni anno, come del resto suggerisce l'art. 62, comma 2, del d.lgs. n. 507/1993 quando parla di denuncia originaria o di "variazione" e non di "denuncia annuale".

Anzi, soggiunge il Collegio, lo stesso art. 70 del d.lgs. cit. afferma testualmente che la denuncia ha effetto anche per gli anni successivi, qualora le condizioni di tassabilità siano rimaste invariate. Nonostante l'imposta sia calcolata su base annuale, infatti, non appare ragionevole ritenere che le denunce di variazione abbiano la stessa cadenza laddove non si sia verificata alcuna variazione.

Infine, la Cassazione ritiene che l'interpretazione fornita dalla CTR non leda le prerogative delle autonomie locali in quanto "l'imposta in questione va pur sempre a beneficio del Comune, che però non può pretendere di dettare regole (l'obbligo di denuncia annuale anche quando non vi siano variazioni da comunicare) che non rispondono a reali esigenze impositive e che quindi, oltre ad andare contro i principi dettati dallo Statuto del contribuente, non rispondano neppure a criteri di ragionevolezza".

In conclusione, l'interpretazione della complessiva normativa effettuata dalla sentenza costituisce un ragionevole punto di equilibrio tra le esigenze impositive dell'ente locale e la salvaguardia del principio di correttezza, solidarietà e effettiva capacità contributiva, che impone di evitare di gravare il contribuente di adempimenti e preclusioni non strettamente funzionali alla corretta riscossione delle imposte, oltre che non previste dalla disciplina statale

soldi nel cestino dei rifiuti
di Lucia Izzo
(Fonte: https://www.studiocataldi.it/articoli/30633-tassa-rifiuti-tia-non-dovuta-se-l-immobile-e-inutilizzato.asp) 

mercoledì 30 maggio 2018

Treia. Resoconto del Consiglio Comunale del 29 maggio 2018


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Il 29 maggio pomeriggio, con tutta la confusione che stiamo vivendo in questi ultimi giorni, in seguito alla forte incertezza sulla formazione di un nuovo governo, che tarda a venire, mi sono recato all'ex Ipsia dove era programmato il Consiglio Comunale con vari punti, forse troppi, da discutere all'ordine del giorno.

La seduta è iniziata alle 17.45, con un certo ritardo sulla tabella di marcia, e nel frattempo i presenti, a capannelli e mescolati senza reticolati di categoria, si sono sfogati a parlare della situazione nazionale. Mentre si stava lì a “ciaccolare” l'arrivo del sindaco ha interrotto i convenevoli e quindi è iniziato il consiglio senza ulteriori indugi. Come al solito il pubblico vero e proprio era molto ristretto, 3 signore supporters della lista “Uniti per Treia”, qualche impiegato comunale e dopo un po' anche un paio di carabinieri, nonché il sottoscritto.

Perdonatemi se mi sono dilungato nelle descrizioni preliminari ma a dire il vero l'osservazione dell'ambiente e delle presenze nella sala è un elemento di grande importanza, per me, ed estremamente utile a capire lo spirito che vi si manifesta. Poi è sempre meglio riportare l'umano anche dove sembra che il formalismo debba imperare.

Ma ora passo ai fatti, sarò schematico poiché 5 ore di narrazione sarebbero troppe. Il sindaco, Franco Capponi, ha iniziato con le sue comunicazioni, annunciando anche che il consigliere di minoranza Gagliardini era assente giustificato “per motivi di lavoro”. Il primo intervento è stato quello di Daniela Cammertoni, relativamente alla situazione del mercato settimanale di Treia, che sembra risentire parecchio della crisi. Ella ha chiesto alla maggioranza quali passi intende percorrere per limitarne il lento ma inesorabile impoverimento. Ha risposto l'assessore David Buschittari dicendo che sin dal 2016 era stata avviata una campagna d'ascolto per individuare il miglior modo di soddisfare le esigenze dei posteggiatori e dei commercianti del centro storico. Purtroppo, anche in seguito agli eventi sismici, si è manifestato un calo di presenze anche da parte di diversi operatori ed al momento i posteggi sono ridotti da 50 a 25 (19 per abbandono e 6 per motivi di sicurezza degli spazi). La nuova direttiva Ue/nazionale prevede che dal 2020 gli stalli vengano concessi a mezzo gara pubblica, nel frattempo il Comune pensa di interessare possibili nuovi espositori che coprano i posti vacanti e costituendo una apposita commissione consiliare per coinvolgere maggiori strati della popolazione. Anche il sindaco è intervenuto facendo notare che la crisi dei mercatini rionali è estesa in tutta Italia, non solo a Treia, dovuto all'incremento della grande distribuzione, comunque il Comune cercherà di fare il possibile per la conservazione del mercato settimanale del martedì, anche per motivi di “storia locale”. La Cammertoni, in aggiunta, ha consigliato di ampliare la gamma degli espositori includendo anche hobbisti, artigiani, creativi, etc., nonché diminuendo l'importo della tariffa di partecipazione.

A questo punto si è passati a discutere diversi punti di carattere finanziario, relativi al bilancio 2017, con varianti anche sui capitoli di spesa per il 2018, si è parlato di vari “fuori bilancio”, insomma tutto un discorso contabile che sinceramente -non essendo io un ragioniere- non mi ha entusiasmato un granché. Migliaia di euro di qua, migliaia di là. Un particolare interessante è stato quello relativo al rifacimento della casa del custode di Villa Spada, per ricavarne 4 abitazioni da utilizzare provvisoriamente  per famiglie terremotate, con finanziamento pubblico di 1 milione ed 860 mila euro. 

Su Villa Spada è stato anche illustrato il progetto di sistemazione del giardino, della balaustra, del tempietto, del frontespizio della dimora e delle adiacenze, in modo da rendere almeno il parco usufruibile, visti anche i diversi programmi culturali, cerimonie ludiche e matrimoni che vi vengono svolti durante l'anno. Ed inoltre si prevede l'acquisizione dell'ex Ruter per ricavarne parcheggi e spazio ristoro ed accoglienza, anche in previsione del progetto della ciclovia Valle del Potenza, insomma una hub di sosta e scambio.

Durante varie fasi del Consiglio, a più riprese e con diversi interventi, si è tornato a discutere (pur che l'argomento non era all'ordine del giorno) dei nuovi  poli scolastici, previsti a Passo Treia ed a Treia, qui ci sono stati un po' di battibecchi tra sindaco e consiglieri di minoranza, in merito alla convenienza ed all'opportunità di insediare i nuovi plessi nei luoghi scelti dal Comune. Ma su questo sorvolo poiché già ne ho parlato abbondantemente in passato (vedi: http://treiacomunitaideale.blogspot.com/search?q=plesso+scolastico+treia). Segnalo solo l'intervento della Cammertoni che ha evidenziato come l'allontanamento delle scuole dal centro storico di Treia impoverisca ulteriormente la vita cittadina, già penalizzata da un costante abbandono e dall'invecchiamento della popolazione. Al che il sindaco ha risposto che sono comunque allo studio diverse misure ed azioni culturali per rivivificare la città, non ultime le prossime ristrutturazioni degli edifici pubblici che renderanno di nuovo agibili varie strutture, tra cui la sede Comunale, l'accademia Georgica, le chiese, etc.

Altro tema sollevato è stato quello dell'annunciato invio a Treia di “111 profughi africani” (così dicevano alcuni organi di stampa locali) da parte della prefettura di Macerata. Il sindaco ha obiettato che nessun profugo è atteso, oltre quelli già ospitati, che il numero si riferisce alla capacità di accoglimento da parte delle strutture presenti in città, che appunto sono adatte per circa 120 ospiti o poco più. Di questi una quarantina aderiscono al programma di lavori socialmente utili, organizzati dal Comune, e recentemente l'amministrazione ha imposto al GUS l'acquisto di una ventina di biciclette a “norma”, per gli spostamenti in loco, visto che c'erano stati già due incidenti per l'uso di velocipedi obsoleti, privi cioè di lampeggianti, faretti, catarifrangenti, etc.  La consigliera  Cammertoni ha chiesto al sindaco cosa ne pensasse dei piani di assorbimento SPRAR al che Capponi ha risposto che non sono in previsione poiché tali piani sono condizionati al reperimento di un lavoro per i “profughi” cosa impossibile da ottenere anche per gli stessi giovani di Treia. Comunque il gruppo Uniti per Treia ha  presentato una interrogazione sul tema dei “migranti”, già il 24 u.s., che verrà inserita nell'ODG del prossimo Consiglio comunale.

Approfittando della presenza in aula del maresciallo comandante della Stazione CC e di un suo sottoposto, da parte dell'amministrazione e delle minoranze sono stati fatti i complimenti alle forze dell'ordine, anche in previsione della Festa del 2 giugno e di quella del 5 giugno, per l'opera meritoria da queste svolta per il contenimento dei crimini in città. L'amministrazione ha ricordato l'accordo con la Prefettura sul Controllo del Vicinato, con 40 volontari che gettano un occhio su movimenti sospetti, con il risultato che gli atti di delinquenza sono diminuiti dal 2015 ad oggi a soli 129 nel corso del 2017, essenzialmente piccoli furti, truffe e reati minori. D'altronde i componenti operativi della Stazione CC sono solo 6 (tra poco diminuiranno a 5 per un imminente pensionamento) e i finanziamenti governativi relativi alla sicurezza sono in continua diminuzione per cui bisogna cercare di creare una collaborazione efficiente fra tutti i cittadini in modo da evitare malcontenti e timori. I carabinieri di Treia stanno facendo il massimo delle loro possibilità per mantenere l'ordine ma è necessario un coordinamento sempre più effettivo tra le forze di vigilanza comunali, quelle di polizia e del Controllo di Vicinato. Insomma i cittadini debbono essere uniti e solidali tra loro.

Il consigliere di maggioranza Spoletini ha ricordato l'opera svolta dalla coop. La Talea, da lui presieduta, per il recupero di condannati a lavori socialmente utili che sono stati integrati nelle attività agricole e di assistenza e sembra che si avviino verso una reintroduzione nella società, essendo stati riabilitati. Da qui non poteva mancare l'allarme relativo alla propagazione di droghe, alcool e gioco d'azzardo, che in più punti è stato toccato durante il consiglio, soprattutto da parte del gruppo Uniti per Treia, con risposte dell'assessora Alessia Savi. Insomma da più parti si sta operando per mantenere il più possibile sana la società treiese.

Ancora discorsi su variazioni di bilancio per vari progetti, di cui menziono quello  per l'assunzione di un “facilitatore”, avente la funzione di agevolare il coordinamento tra i cinque comuni della Valle del Potenza che si sono consorziati per lo sviluppo collettivo di turismo e mobilità dolce e di cui Treia è capofila. Si è anche parlato dei lavori di miglioramento delle strutture sportive, in collaborazione con la soc. Aurora di Treia, con rifacimento delle gradinate, costruzione di spogliatoi, parcheggi, etc.

Qualche parola è stata spesa sul progetto di ottimizzazione delle procedure legali di cause trascorse ed in itinere anche per evitare perdite e inutili lungaggini. Il segretario comunale è stato incaricato di controllare tutte le pendenze in corso e di cercare soluzioni concordate favorevoli. Non annoio il lettore con la cronaca di tutte le pendenze che vanno dalla reintegrazione di una persona indebitamente licenziata sino alle multe per la mancata pulitura del verde privato, etc. etc. Salto quindi a piè pari tutte le svariate variazioni di bilancio, comprese quelle relative al cimitero e quelle di donazioni fatte al comune.

Ad un certo momento sembrava che dovesse riprendere virulenta la discussione sull'ubicazione del futuro plesso scolastico, prendendo lo spunto dall'utilizzo di aree agricole o di aree già inserite nel Piano Regolatore, ciò a seguito di un intervento del consigliere Michele Palazzesi, controbattuto dal sindaco. Per fortuna il dialogo è stato interrotto e rinviato ad altra sede, non essendo nell'ordine del giorno. Il Palazzesi comunque ha approfittato della parola per annunciare le sue dimissioni da consigliere, per accordi di rotazione nella lista, a lui succederà la giovane avvocatessa Giovanna Matteucci, che è stata accolta con favore dal sindaco, il quale ha gradito l'accrescimento della presenza femminile all'interno del Consiglio. Le donne sono ora ben cinque: Cammertoni, Moretti, Savi, Castellani e la Matteucci. Speriamo diventino ancora più numerose con la prossima amministrazione e speriamo che la partecipazione dei cittadini e l'interesse per la cosa pubblica aumenti sempre più, per il bene dell'intera comunità.

Paolo D'Arpini


Giovanna Matteucci - Nuova Consigliera Comunale di Uniti per Treia



Ordine del giorno:

1 COMUNICAZIONI DEL SINDACO. 

2 INTERROGAZIONE DEL GRUPPO CONSILIARE "IL FUTURO NEL CUORE" RELATIVA ALLA ORGANIZZAZIONE E GESTIONE DEL MERCATO SETTIMANALE NEL CENTRO STORICO. 

3 LETTURA ED APPROVAZIONE VERBALI SEDUTA CONSILIARE DEL 28 MARZO 2018 (ART. 25 REG. C.C.). 

4 APPROVAZIONE DEL RENDICONTO DELLA GESTIONE PER L'ESERCIZIO FINANZIARIO 2017 AI SENSI DELL'ART. 227 DEL D.LGS. 267/00. 

5 RATIFICA DELIBERA G.C. N. 89 DEL 09/05/2018, ADOTTATA IN VIA D'URGENZA, AVENTE AD OGGETTO "VARIAZIONE URGENTE AL BILANCIO DI PREVISIONE 2018/2020". 

6 PROGRAMMA TRIENNALE LAVORI PUBBLICI 2018/2020 ED ELENCO ANNUALE 2018. APPROVAZIONE VARIAZIONE N. 2. 

7 VARIAZIONE AL BILANCIO DI PREVISIONE 2018/2020. 

8 RICONOSCIMENTO DI LEGITTIMITÀ DI DEBITO FUORI BILANCIO E PROVVEDIMENTO DI RIPIANO AI SENSI DEGLI ARTT. 193 E 194 D.LGS. N. 267/2000. VARIAZIONE DI BILANCIO. 

9 APPROVAZIONE DEFINITIVA VARIANTE PARZIALE AL PRG 2016 A SEGUITO DELL'ACCOGLIMENTO DELLE CONTRODEDUZIONI. 

10 APPROVAZIONE DEFINITIVA VARIANTE PIANO ZONIZZAZIONE ACUSTICA A SEGUITO DELL'ACCOGLIMENTO DELLE CONTRODEDUZIONI ALLA VARIANTE AL PRG. 

11 APPROVAZIONE DEFINITIVA VARIANTE AL PRG PROGETTO SPOGLIATOI DEL CAMPO SPORTIVO DI TREIA CAPOLUOGO. 

12 APPROVAZIONE ELENCO DEFINITIVO E RELATIVA PERIMETRAZIONE CATASTO INCENDI BOSCHIVI. 

13 ACQUISIZIONE AL PATRIMONIO IMMOBILIARE DELL'ENTE DI UN FRUSTOLO DI TERRENO SITO IN TREIA TRAMITE DONAZIONE DA PARTE DELLA SOCIETA' POLTRONA FRAU S.P.A. 

14 ADESIONE AL MANIFESTO DEI SINDACI PER LA LEGALITÀ CONTRO IL GIOCO D'AZZARDO. 

15 MODIFICA COMPOSIZIONE COMMISSIONI CONSILIARI PERMANENTI 2014/2019. 

16 INDIVIDUAZIONE DEGLI ORGANI COLLEGIALI INDIPENSABLI PER LA REALIZZAZIONE DEI FINI ISTITUZIONALI PER L'ANNO 2018. ART. 96 DEL TUEL 267/2000. 

17 ORDINE DEL GIORNO RELATIVO ALL'INCREMENTO ORGANICO DELLA LOCALE STAZIONE DEI CARABINIERI. 

domenica 27 maggio 2018

Treia, 2 giugno 2018 - Ricorrenza della fondazione della Repubblica Italiana e Sagra del Calcione a Treia

Treia. Piazza della Repubblica gremita di gente
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Il 2 giugno ricorre la fondazione della Repubblica Italiana. Per i treiesi la data si pone all'interno  della Sagra del Calcione, che inizia il 1° e termina il 3 giugno 2018,  e qui una precisazione è necessaria non si stratta del “calcione” ai politicanti corrotti che hanno mandato in malora  la nostra Repubblica bensì di una specialità culinaria locale, una specie di raviolo agrodolce biscottato farcito di ricotta e pecorino. 
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Ma con queste premesse non voglio sminuire l’evento che ha contribuito a modificare radicalmente la struttura dello stato, anzi, ho persino fatto un oroscopo sul tema… (vedi: http://www.circolovegetarianocalcata.it/?s=oroscopo+integrato+e+semplificato+della+repubblica+italiana).
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Scriveva Lidia Menapace: “…Per un 2 giugno veramente repubblicano ed ecologico… occupiamo pacificamente gli spazi di verde e, rammentando che Convivio e Simposio sono parole solenni e cariche di tradizioni filosofiche e sapienziali illustri, stendiamo tovaglie, portiamo tavoli e imbandiamo, per consumarli insieme, seduti a terra, i cibi della nostra tradizione culinaria, annaffiati da vini conformi…”. 
Paolo D'Arpini

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