mercoledì 15 maggio 2019

Canapa... l'altra campana


Nel governo del "cambiamento" l'ennesimo elemento di divisione è la canapa.  Il M5S  vorrebbe legalizzarne la vendita, mentre la Lega vorrebbe inasprire le pene per la coltivazione e per l'uso.  Queste posizioni schizoidi si ripercuotono anche a livello di polizia e di magistratura, ove in certi casi si è troppo di manica larga o -al contrario- si persegue una politica repressiva. 

Recentemente persino il vescovo di Macerata, monsignor Nazzareno Marconi,  è entrato a piè pari nella diatriba "canapea", appoggiando una politica "repressiva". Quest'odio viscerale dimostrato dal presule verso una innocente pianta, coltivata per secoli e millenni dall'uomo per le sue qualità,  mentre egli tace sui problemi delle sostanze legali, vendute con il beneplacito dello stato (alcol, tabacco, gratta e vinci, tranquillanti chimici,  etc.),  mi lascia pensare...  

Sulla canapa occorre far chiarezza, in sostanza essa  è una pianta come le altre ma di usi molteplici di grande utilità ecologica,  quindi  si raccomanda alle istituzioni la soluzione più naturale, ovvero la libertà di coltivazione in piena terra.  

Finché la canapa bioregionale non potrà ritornare libera nei nostri campi e giardini, assieme a tutte le altre erbe medicinali, alimentari e di varia natura, non potremo mai attuare una sana ecologia botanica. Mentre la legalizzazione della “cannabis”, ad elevato tasso di cannabinolo, porterebbe lo stato a spacciare  una sostanza alterata conducendo ad un ulteriore indebolimento della società, soprattutto del mondo giovanile. 

La soluzione quindi   è la totale liberalizzazione della coltivazione della canapa bioregionale, con basso tasso di cannabinolo. Questo -tra l'altro- porterebbe ad un ritorno alla terra, vista la necessità di produrre alimenti biologici e le numerose possibilità alternative d'uso della canapa, in tutti gli ambiti (produzione energetica, materie plastiche, biomasse, disinquinamento dei terreni, edilizia, tessile, alimentare,  etc.).

Paolo D'Arpini 

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domenica 12 maggio 2019

Lasciarsi andare nel "Grande Flusso" della vita...


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Fluire con la vita non significa essere indifferenti a quello che ci accade, ma apprezzare in pieno la gioia che il momento ci offre e accettare anche il dolore, consapevoli che nessuno dei due durerà per sempre. Fluire con la vita implica vivere accettando i cambiamenti e quindi comporta totale accettazione del volere di una forza superiore al nostro personale e limitato libero arbitrio, che si dibatte tra mille preferenze. Fluire come l’acqua di un fiume in piena vuol dire lasciarsi andare, accettando senza resistenze il disegno divino, senza mai permettere alla mente di restare coinvolta nel passato o nelle proiezioni di speranze che vorremmo vedere concretizzate nel futuro.

Questo saggio atteggiamento verso la vita consente anche di non rendere l’amore un business, una transazione commerciale in cui si cerca solo di esaminare i nostri vantaggi o quanto una determinata relazione possa ridurre le nostre insicurezze o le paure della solitudine.

Imparando a fluire con la vita anche l’amore diviene un movimento spontaneo, senza la ricerca spasmodica di attrarre l’attenzione degli altri per sentirsi sicuri o per ricavarne dei profitti.

Attraverso una profonda analisi introspettiva sorge la totale accettazione che eventi e azioni sono la manifestazione dell’Energia Divina e che non è mai esistita un’entità individuale chiamata Paolo  e tanto meno un’azione individuale. Realizzando questo, si getta la maschera e si rimane nudi come un neonato, ma del neonato si acquisisce anche l’impersonale spontaneità e il relativo non coinvolgimento.

La causa di questo è data dalle relazioni basate sullo spiccato senso di libero arbitrio e individualità, quindi, analizzare a fondo il reale significato dell’immanenza dell’Energia Divina − e che non esiste altro che questa Energia Universale a permeare ogni atomo − è l’unico passo da compiere consapevolmente, ma anche il più laborioso, dato che i condizionamenti della società odierna si basano proprio sull’illusione di questo ‘io’ personale e individualista, ovvero l’ego o la personalità individuale.

La totale accettazione che ogni azione è un avvenimento divino, e non qualcosa compiuto da qualcuno, è alla base della rinascita della pace. Affinché la pace che permea l’universo possa essere riscoperta, ognuno di noi ha il dovere verso se stesso di dedicarsi del tempo, per approfondire cosa ci aspettiamo dalla vita che possa appagarci veramente, dopo aver soddisfatto i bisogni basilari di cibo, vestiti e riparo. Cosa mi rende diverso dal gatto di casa? Questa domanda e la ricerca delle risposte concatenate che scatena significano volersi veramente bene.

La mente oscilla come un’altalena tra le memorie passate e le aspettative future, escludendo il momento più importante, il presente.

La mente crea il tempo e vive di aspettative e memorie. La mente è un continuo flusso di pensieri e oscilla tra ricordi, proiezioni, rancori, competizioni, speranze e giudizi; la pace prevale invece solo quando la mente tace, ma soprattutto quando smette di cercare e valutare sia i difetti degli altri sia le nostre mancanze. Sono sempre più rare le persone che pensano che tutto sia perfetto ed evitano di emettere giudizi perché consci che ogni attimo è un avvenimento sognato dalla mente divina e che nessuno degli attori di questa grande e infinita soap opera ha la possibilità di commettere errori − se non quando il Regista lo suggerisce − con lo scopo di rendere la trama della commedia più interessante. La mente vuole essere in controllo, ma essendo impossibile, questo è unicamente causa di eterne frustrazioni.

Non saper fluire con la vita, cercando d’essere sempre in controllo degli eventi e delle conseguenze d’ogni decisione, significa andare contro la natura divina stessa dell’universo e quindi crea solo stress e depressioni. Un futuro incerto che va a sommarsi alle recriminazioni di un passato che non esiste più; i sensi di colpa e l’atavico timore di cadere nel ‘peccato’ rendono l’uomo teso e infelice, mentre ogni cosa accade solo se è la volontà di Dio.

Il vero fluire con la vita comporta una parola ostica alla maggioranza− abbandono − ovvero l’accettazione totale che a muovere ogni pedina e gli eventi della vita è solo un grande disegno a incastro, proiettato e sovrimposto su Se stessa dalla Mente Cosmica, che si manifesta attraverso ognuno di noi, come in un intricatissimo puzzle in cui non esiste niente di personale o individuale.

Il film è già stato girato. Il ‘ciak’ che ha dato inizio a questa lunghissima e intricatissima soap opera prodotta dalla Mente Cosmica è scattato milioni d’anni fa. Reagire al ruolo affidato a noi attori crea solo inutili tensioni. Sintonizzarci con il suggeritore delle battute è l’unica alternativa che abbiamo. Questo equivale ad agire senza reagire.

Si arriva a sorridere della nostra folle illusione e a vivere serenamente senza alcun bisogno di psicoanalisti solo quando si comprende a fondo il gioco del grande ipnotista: Dio, la Coscienza, o come volete chiamarlo.  A quel punto non vedremo più uscire fazzoletti multicolori, colombe e conigli dal cappello a cilindro perché avremo compreso ogni trucco e potremo finalmente essere il Supremo Ipnotista stesso.

La vita è un gioco che abbiamo sognato quando eravamo consapevoli d’essere Energia Primaria e, scartando i veli dell’ipnosi, possiamo continuare a giocare non come poveri esseri umani che devono ascendere all’infinito ma piuttosto come Dio mascherato da essere umano, che ha scelto di calarsi sul palcoscenico del pianeta terra.

martedì 7 maggio 2019

Treia. La via di mezzo in pieno fermento elettorale – Riflessioni di Paolo D’Arpini in attesa delle amministrative del 26 maggio 2019


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In questi giorni di fermento elettorale, in attesa delle amministrative per l’elezione del sindaco e del consiglio comunale del Comune di Treia, osservo le reazioni dei vari contendenti. Quelli della vecchia guardia consolidata e quelli che cercano di prenderne il posto. Entrambe le fazioni si affrontano con promesse gloriose ed accuse reciproche per conquistare il favore degli elettori. In mezzo ci siamo noi “democratici per Treia”. Malgrado le apparenze od i giudizi altrui lo stimolo che anima noi democratici è quello di perseguire un bene comune. Un bene che unisca l’intera comunità di Treia, come è dichiarato anche nel nostro programma, e così sentiamo nell’animo. Poi il modo per attuare quel progetto di bene comune diventa un’impresa personale di ognuno di noi candidati.
Non posso certo parlare a nome di tutti, esprimo quindi i miei sentimenti riguardo alla mia presenza in questa lista “democratici per Treia”. Una lista da me vista come una forma di rivalsa, di risveglio,  infine realizzata  per l’impegno dei suoi partecipanti e sostenitori. Ecco, noi democratici per Treia percorriamo una via di mezzo tra due forti contendenti opposti.
Ma qui non voglio né posso parlare delle posizioni altrui, siano quelle dei miei momentanei compartecipi o di quelle delle opposte fazioni. Di me vi dirò che accettare le possibilità presenti nell’occasione contingente, senza spingere per una soluzione precostituita, è la mia via di mezzo.  Occorre però che la verità delle intenzioni sia messa al vaglio dalla prova dei fatti. Allorché esaminiamo il modo in cui ci poniamo nel mutamento scopriamo immediatamente se il nostro sentire ed agire è veramente in sintonia, facente parte del movimento in atto (e ciò indipendentemente dal risultato) oppure l’azione è solo frustrante recitazione.
Per quanto mi riguarda debbo dire che il mio approccio verso la politica è quello dello stare nel  “mezzo".  Essere nel mezzo  mi dà la possibilità di non assumere una posizione predefinita, restando così libero da dettami ideologici, ed allo stesso tempo mi permette di interloquire con tutti, sia con le persone impegnate e intellettualmente preparate sia con i semplici e comuni uomini di mondo, di cui posso capire le ragioni ed in parte condividerne le scelte ed essere da loro accettato come un compagno di strada. Un compagno di strada provvisorio, per intenderci, come i pellegrini che viaggiano sulla via di Compostela. E’ vero, con questo atteggiamento la credibilità personale ne patisce, il prodotto non si vende bene, ma almeno ci si sente liberi di non esserci noi stessi venduti.
Percorrendo la mia personale via di mezzo sento che il mio spirito è desto, come lo sono il mio corpo, i miei sensi e la mia mente. E’ desto come lo spirito di chi osserva il corso degli eventi senza aspettative, pur restando costantemente impegnato nell’ascolto come se la mia vita dipendesse da ciò che odo. Però non consapevolmente, altrimenti la concentrazione si fisserebbe su un argomento determinato, origlio ed osservo senza sapere di origliare e di osservare. Visto da fuori posso apparire come un’inerte foglia sospinta dal vento, dentro mi sento estremamente libero, vivo e serrato, pronto a lasciarmi conglobare nel campo di forze del “non-formato”. Sto sognando? Sto seguendo un fine? Sono astratto o perfettamente presente? Qualsiasi giudizio è futile ed innecessario.
Paolo D’Arpini

P.S. – Scrivevo ieri: “In un aforisma zen è detto: “La verità non è difficile e non consente scelta tra due cose”. Questo “tra che sceglie”, come lo definiscono i maestri, è espresso dal fatto che chi vuole operare per l’una cosa deve rifiutare l’altra. Sicché prevale una presa di posizione unilaterale. Su colui che ha optato per una cosa agisce anche il suo contrario. Poiché si attiene a certe idee egli ne diventa schiavo nella stessa misura in cui altri è schiavo delle sue. E’ superiore al “tra che sceglie” colui che percepisce entrambi i fattori e ne avverte l’inconciliabilità ma con ciò non è ancora al di là, non è ancora al di sopra dei contrasti, e per questo incontra il rifiuto da entrambe le parti. Qui l’essere naturale, libero da preconcetti, non può far altro che riconoscere ed accettare la propria vera natura rendendosi indipendente dal dualismo del credere o non credere nell’una o nell’altra cosa…”

P.P.S. Questo articolo non è piaciuto al Santo Uffizio. Così, dove nulla poté la censura di Facebook, del Grande Fratello o del Copasir, etc., infine la Congregatio pro doctrina fidei ha trionfato, con l'imposizione coatta della "mordacchia". Pertanto mi scuso se l'articolo soprastante non risulterà molto chiaro ai lettori, purtroppo le parti abrase ne rendono più difficile la comprensione...

venerdì 3 maggio 2019

Treia. Volontariato sociale per l'assistenza ad anziani, malati e bisognosi




Il 3 maggio 2019, con il coordinamento di Catia Castellani, si è tenuta nella Casa di Riposo di Treia una grande festa di primavera in onore dei nonni e delle nonne, di cui la più anziana ha da poco compiuto 103 anni. La manifestazione, organizzata da  Avis Treia, Adesso Yoga e Auser Treia, è stata allietata grazie alla partecipazione dei musicisti Luciano Carletti, Andrea Biondi e Ferdinando Stacchiotti, che hanno fatto divertire e "ballare" sia gli invitati che gli anziani ospiti, mentre altre volontarie non hanno fatto mancare dolcetti e bevande.

Una delle coordinatrici presenti alla festa, Barbara Rossetti, ha dichiarato: "Grazie a tutti gli operatori che ci hanno ospitato con Amore ed a tutti i sorrisi degli ospiti che ci hanno fatto sentire a casa. Il nostro progetto di assistenza verso anziani, bisognosi e malati è iniziato con i migliori auspici. Siamo partiti con questo primo evento alla Casa di Riposo ma le nostre attività proseguono. Intanto abbiamo presentato un calendario settimanale delle presenze assistenziali dei volontari da tenersi nella Casa di Riposo durante l'anno a partire dal 6 maggio 2019.  Ogni giorno dal lunedì al sabato un nostro volontario/a sarà presente dalle 14 alle 16 per allietare ed assistere i ricoverati."

Le associazioni  che si stanno facendo promotrici di un servizio sociale a favore della Comunità, per aumentare il numero dei volontari organizza due prossimi incontri promozionali che si terranno, con inizio alle ore 21,     l'8 maggio nella parrocchia di Chiesanuova di Treia ed il 10 maggio nella parrocchia di Passo di Treia. Ad illustrare i progetti in corso saranno presenti i responsabili di Avis Treia, Adesso Yoga ed Auser Treia. 

Le adesioni sono aperte a tutte le persone volenterose che risiedono nella nostra comunità e che intendono collaborare alla Rete di solidarietà sociale che si sta creando a Treia.

Paolo D'Arpini


Luciano Carletti, Andrea Biondi e Ferdinando Stacchiotti

domenica 28 aprile 2019

La Lista civica Democratici per Treia si presenta - Un progetto per la città ideale...


PROGRAMMA ELETTORALE DELLA LISTA

“DEMOCRATICI PER TREIA”
MASSIMO MEDEI
CANDIDATO SINDACO

Si tratta di partire da un progetto e da un'idea di Città, Treia, che rispecchi un'idealità sociale, culturale, ecologica, lavorativa condivisa.
Una volta insediatasi la nuova Amministrazione dovrebbe istituire una Consulta permanente composta da cittadini socialmente impegnati e dai rappresentanti delle Associazioni locali, per discutere le idee e i progetti, durante tutto l'arco del mandato amministrativo.
Tale consulta dovrebbe trovare spazio presso una sede comunale ed essere riunita preventivamente in occasione di ogni decisione ordinaria, straordinaria ed importante per la Comunità.
L'istituzione di questa consulta renderebbe la cittadinanza più compartecipe delle scelte amministrative e sarebbe la forma più idonea per rivitalizzare la partecipazione popolare alla cosa pubblica, al contempo mantenendo nell'Amministrazione la massima trasparenza e disponibilità all'ascolto.
La consulta va vista come strumento dell'Amministrazione aggregante e risorsa per la condivisione larga della comunità.
Questi sono concetti valoriali di base con cui costruire una Amministrazione della città condivisa dai cittadini.
I programmi debbono essere chiari e comprensibili.
I valori, gli orizzonti, servono se espressi con lucidità e semplicità, con parole chiave che spieghino la reale portata e intenzione dei proponenti, nella collocazione concreta e nella connessione con le competenze comunali.

Parole chiave.
Identità e convivialità. Decoro, rispetto e buona educazione. Democrazia, partecipazione e trasparenza. Lavoro dignitoso ed economia sostenibile. Ecoturismo.
Enogastronomia e sostegno alle iniziative di valorizzazione delle nostre straordinarie risorse.
Ambiente, salute e tutela del territorio. Cultura, formazione e conoscenza per tutti.
Solidarietà sociale e civile verso le persone fragili.
Diritti e doveri uguali per tutti, ma adeguati alle diversità. Sobrietà ed oculatezza nella gestione della cosa pubblica. Solidarietà civile. Lealtà alla Costituzione Italiana.

Per la sicurezza si potrebbe prevedere un a assicurazione comunale per furti nelle abitazioni per incentivare le denunce, la rivitalizzazione del Controllo del Vicinato, la revisione della convenzione servizi unificati della Protezione Civile, la collaborazione con Associazioni di Volontariato, etc.

Valorizzazione del Centro Storico. Rilancio del Mercato settimanale del Martedì e delle Fiere che ricorrono durante l'anno. Miglioramento strutturale del Mercato coperto al C:S: e del Molino Torre di Passo di Treia, per un possibile uso nel corso dell'intero anno (per eventi culturali, mercatini bioregionali etc.), istallazione di una o più case dell'acqua.
Le Associazioni no profit sono una risorsa della società e non vanno sottoposte a costi o molestie burocratiche.

La raccolta differenziata del rusco deve portare ad un riciclagggio sicuro e ad un abbassamento dei costi TARI sulla base degli effettivi RSU (tariffa puntuale).

La viabilità automobilistica ed il sistema di parcheggio – soprattutto nel centro storico-vanno rivisti in funzione di un alleggerimento del transito veicolare, con un contemporaneo miglior utilizzo delle aree di sosta fuori porta, dell'attracco meccanizzato e dell'Arena Carlo Didimi.
Studiare la realizzazione di percorsi ciclabili in tutto il territorio e creare collegamenti sicuri tra le varie ciclabili. Una risorsa questa anche turistica.

Implementare servizi sociali decorosi nei confronti delle persone malate, invalide e degli anziani in collaborazione con le Associazioni di Volontariato.

No alle speculazioni edilizie e all'ulteriore consumo di territorio. No all'ulteriore cementificazione. Si al riutilizzo ed al restauro facilitato di edifici storici.

Sostenere con forza ogni attività culturale che possa coadiuvare lo sviluppo dell'arte, della letteratura, del piccolo artigianato dell'agricoltura biologica, del commercio al minuto etc. nei diversi luoghi di Treia ( Passo di Treia, Chiesanuova, Santa M;aria in Selva, C:S: ) Pensare al mantenimento di attività scolastiche e didattiche nel centro storico, ivi compresa l'istituzione di una biblioteca comunale.

Treia ha una orgogliosa identità, che va conservata e resa sempre più attrattiva per un turismo d'elite e non riducendola ad un “ teatrino” per chiassose manifestazioni degne di un'anonima periferia. Il centro storico deve essere il cuore pulsante della città, il volano per una rinascita viva ed animata, non pacchiana e omologata al sistema consumista.
Occorre studiare la fattibilità di un bosco urbano ed incentivare l'utilizzo e la formazione di aree verdi, il ripristino di antiche fonti, nonché la valorizzazione di musei e dei siti storici ed archeologici, che abbondano su tutto il territorio.
Rivolgere attenzione alle necessità degli animali domestici, come campi di sgambamento.

In definitiva a Treia andrebbe perseguito un progetto amministrativo di compartecipazione e condivisione. Codeterminazione permanente con le strutture (Associazioni Sindacali, Imprenditoriali,Enti religiosi, Associazioni no profit, etc.) sui principali temi della vita della nostra Città.


Candidato sindaco:  Medei Massimo

Candidati Consiglieri:

Ciccardini Alessandro

Cardinali Tiziana

Maestrini Gian-Mario

Montecchiesi Luciana

Spurio Pompili Alberto

Atmane Oumnia

D'Arpini Paolo

Passarini Alba

Bonvecchi Olindo

Meriggi Giacomo

venerdì 12 aprile 2019

Treia. Al teatro delle immagini parlanti – Invito per il 28 aprile 2019…


“Il significato delle cose, viste in rapporto a chi le vede, è quello di lasciare le cose ciò che da sempre vogliono essere, insomma di concepire le cose come sono…” (Saul Arpino)
Questa non vuole essere una presentazione e nemmeno una schepsi della piece che andiamo a mettere in scena il 28 aprile 2019 a Treia. Chiamare questo nostro tentativo rappresentativo uno “spettacolo teatrale” è persino un’esagerazione, la parola spettacolo evoca l’esibizione di lustri, lumi e fanfare, il nostro “teatro delle immagini parlanti” invece è simbolo di povertà e semplicità, nell’imitazione di atti quotidiani, immaginati o rivissuti, senza pretese di perfezione e di completezza.
Insomma sono flash, immagini parlanti -appunto-, riferite ad un qualcosa di assurdamente serio, ma proprio per questo ridicolo, la “religione”. Sia ben chiaro, non si tratta di una religione vera ma di una religione possibile, come noi crediamo essa sia, la stessa che viviamo con le nostre fantasie allorché cerchiamo di farci un’idea di cosa sia la “religione”. In verità le “religioni” dell’uomo sono tante, e mai ben definite, se non nei dogmi, come pure sono tante le realtà dell’esistenza.
Beh, qualcosa debbo dirvi su questo nostro tentativo, un po’ ironico, di raccontare la pretesa religiosa che spesso ci impone di indossare una maschera. Persona e maschera sono la stessa cosa e nel teatro delle immagini parlanti gli interpreti sono persone o maschere di quei noi stessi incontrati per caso nella recitazione chiamata vita.
Scusate, so di aver fatto una terribile confusione, i lettori saranno qui a domandarsi cosa voglio significare con tutte queste parole senza senso. Il fatto è che cercare di definire il significato delle cose è come voler definire il significato della vita. Voi lo conoscete quel significato? Noi lo conosciamo come voi, per come lo viviamo giorno per giorno, nella meraviglia. Forse con la sola differenza che ci piace giocare la parte dei “cospiratori” o provocatori, per questo ci siamo ingaggiati nel teatro delle immagini parlanti. Per prendere in giro noi stessi ed un po’ anche voi che verrete -si spera- ad assistere alla sceneggiata.
Vi aspettiamo a Treia, domenica 28 aprile 2019, alle ore 17, presso il Centro Adesso Yoga, diretto da Barbara Rossetti, che si trova in Via Bellamore al numero 1, parcheggio adiacente nei pressi del supermercato Orazi del quartiere Borgo. Ci sarà da divertirsi!
Affettuosamente vostro, Paolo D’Arpini, assieme a Maurizio Angeletti, Nunzio Cocco, Liana Maccari, Morena Oro, Orietta Piervittori, Silvana Cappelletti…


La manifestazione si svolge nell’ambito della Festa dei Precursori che si tiene a Treia dal 25 al 28 aprile 2019, in collaborazione tra Circolo Vegetariano   VV.TT., Circolo Auser Treia e Centro Adesso Yoga, con il patrocinio morale del Comune di Treia

martedì 2 aprile 2019

Treia, dal 25 al 28 aprile 2019 - Anch'io ho fatto un sogno: "Come salvare il mondo alla Festa dei Precursori..."


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Treia. Quella volta nella piazza non c'era proprio nessuno

Come Martin Luther King anch'io ho fatto un sogno. Ho visto che un piccolo gruppo di amici si era riunito per decidere come salvare il mondo. All’inizio eravamo   quattro gatti come suol dirsi poi a mano a mano giungevano altre persone di tutte le razze: mediorientali, cinesi, neri, persino gente di Treia... 

Lo scopo non era tanto quello di trovare soluzioni per evitare ciò che appariva inevitabile bensì di riuscire a mantenere un’intelligenza, un seme, per la continuazione della civiltà umana.

Infine dovevamo prepararci ad una guerra e il consiglio dell’esperto era: “Per sopravvivere ad una guerra occorre non lasciarsi travolgere dalle emozioni cercando bensì di adempiere a quanto necessario  per la sopravvivenza senza preoccuparsi delle conseguenze”. Ero anch’io d’accordo… E non siamo forse oggi in procinto di una guerra globale per la sopravvivenza  dell’Umanità?

Cosa possiamo risolvere con le nostre chiacchiere e le nostre piccole azioni   per salvare il mondo? 

Ad esempio serve a qualcosa organizzare a Treia la  Festa dei Precursori  alla quale al momento presente pare che pochissimi treiesi siano realmente interessati?

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Forse ha  ragione Lorenzo Luccioni quando  ogni martedì, giovedì  ed ogni sabato mattina mi dice che, con i miei atteggiamenti poco ortodossi,  mi sono talmente inimicato "quelli che contano" che alle manifestazioni da me organizzate ci vengono solo i soliti intimi, al massimo 15 o 20 persone e perlopiù forestieri, di Treia sono ben pochi...  Questo suo  rammentarmi la realtà dei fatti  non mi scoraggia, ed io ogni volta gli rispondo: “Quel che conta non è la quantità ma la qualità, in piena libertà di pensiero!”. 

Così insisto e quest'anno il programma della Festa è il seguente: